Commissione Ue: l’Europa non congela gli Ogm

Italia Oggi
Angelo Di Mambro

Non c’è nessun «congelamento fino al 2014» delle autorizzazioni per le coltivazioni ogm a livello Ue. Non c’è alcuna sospensione a tempo determinato delle autorizzazioni, come riportato da alcuni media. Sui sette organismi gm in attesa di permesso per la coltivazione (sei varietà di mais e una di soia) non ci sarà decisione nelle prossime settimane, ma «non è vero» che la Commissione Ue le «congelerà» fino al 2014, come riportato in modo «fuorviante». A precisarlo è Frederic Vincent, portavoce del commissario alle politiche dei consumatori Tonio Borg. La priorità dell’Esecutivo, ha aggiunto Vincent, è avviare «colloqui con i rappresentanti di alcuni stati membri», come Germania, Francia e Gran Bretagna, per sbloccare l’iter della direttiva, ferma da due anni in Consiglio, che darebbe maggiore discrezionalità agli stati per applicare divieti e limitazioni delle coltivazioni grm a livello nazionale o regionale, anche se questi sono autorizzati a livello comunitario. La revisione delle attuali norme (direttiva 20011181 Ce) è considerata necessaria da Bruxelles, visto che sette Stati (Francia, Germania, Lussemburgo, Austria, Grecia, Ungheria e Bulgaria) applicano la «clausola di salvaguardiamo, il dispositivo che consente di bandire specifici ogm a determinate condizioni, come la presentazione di nuove evidenze sulla loro pericolosità. La Francia, sostenendo di avere nuove prove sui «danni ambientali» provocati dal mais MON810, ha invocato per due volte la clausola di salvaguardia, ottenendo altrettante bocciature, una per motivi procedurali, l’altra per dati insufficienti. La Polonia ha annunciato a più riprese un bando dello stesso mais, ma non ha ancora comunicato nulla all’Ue. In questi giorni si è parlato anche di un’imminente richiesta di una clausola di salvaguardia da parte dell’Italia, senza conferme ufficiali. Il nostro paese ha già perso una causa contro una grande azienda sementiera perché aveva rifiutato di autorizzare la coltivazione di un ogm già autorizzato dalle norme Ue. Bruxelles sta ancora aspettando da Roma la risposta a una lettera inviata alla fine dell’anno scorso sulle falle dell’applicazione della direttiva del 2001.

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