Clonazione: Onu, riprende dibattito su compromesso ricerca

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Bloccati per anni ull’opportunita’ e i termini da inserire in un trattato internazionale per il bando della clonazione umana, i
diplomatici dell’Onu tornano domani a trattare su una alternativa proposta dall’Italia che, anziche’ imporre un bando globale, sollecitera’ ciascun membro delle Nazioni Unite ad adottare singolarmente proprie leggi sulla clonazione.
Al cuore del dibattito sono gli studi sulle cellule staminali e altri tipi di ricerca che si basano sulla cosiddetta clonazione terapeutica in cui embrioni umani vengono clonati per ottenere le cellule staminali necessarie e poi distrutti.
Molti governi, particolarmente quelli di paesi con larga popolazione cattolica, sono contrari a questo tipo di ricerca.
L’obiettivo di un trattato mondiale sulla clonazione risale
al 2001 e fu proposto da Francia e Gran Bretagna. Il tentativo
falli’ quando l’amministrazione Bush cerco’ di allargare il
trattato ad ogni esperimento di clonazione di embrioni a scopo
terapeutico, un passo che molti governi e la comunita’scientifica avevano criticato come un freno a promettenti
possibilita’ per la ricerca medica.La campagna americana aveva pero’ perso fiato lo scorso novembre: grazie all’intervento dell’Italia si era arrivati alla fine a un compromesso e alla proposta di far riunire in febbraio un gruppo di lavoro per colloqui su una dichiarazione politica non vincolante al posto di un trattato.L’Italia, per evitare lo scontro tra i gruppi, aveva
suggerito che la dichiarazione facesse appello alle nazioni per
l’adozione di leggi che ”proibiscano ogni tentativo di creare
la vita umana attraverso processi di clonazione e ogni tipo di
ricerca mirata a questo scopo”.L’obiettivo del gruppo di lavoro e’ adesso di redigere una bozza da sottoporre al comitato legale entro la fine della prossima settimana. Il gruppo di lavoro e’ composto da rappresentanti dei 191 membri dell’Onu, di conseguenza qualsiasi decisione verra’ presa sara’ presumibilmente accettabile all’intera Assemblea generale.
Ma i diplomatici hanno anticipato che il dialogo potrebbe
essere difficile: ”Si sta cercando un consenso su una cosa su
cui non c’e’ consenso”, ha detto una fonte.
Presidera’ i lavori l’ambasciatore marocchino Mohammed
Bennouna che da novembre sta lavorando per far avvicinare le
parti: ”L’accordo e’ possibile, anche se non e’ stato ancora
raggiunto”, ha detto alla vigilia dei lavori.(ANSA).