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«La nuova legge sulla fecondazione assistita non ha fermato il desiderio delle donne di avere un bambino ma ha favorito il turismo procreativo all’estero. Quella italiana infatti è la legge più rigida che esiste». E’ quanto sostiene Maurizio Cignitti, responsabile del Centro di Procreazione Medica Assistita dell’ospedale Salesi, che opera nell’ambito del Dipartimento di divisione ostetricia e ginecologia diretto da Flavio Del Savio, e consigliere nazionale della Sifes, società italiana fertilità e sterilità. Un centro operativo dal 2000, l’unico con funzione pubblica nelle Marche, che raccoglie un bacino d’utenza proveniente anche dall’Umbria e dall’Abruzzo.
Tra i paesi più gettonati, giuridicamente meno rigidi per la fecondazione del numero degli embrioni, spicca la Spagna. «E’ Valencia – spiega Cignitti – la meta più conosciuta dove è stato assunto appositamente personale italiano. E’comoda da raggiungere, soprattutto con le tratte aeree che danno Ancona-Barcellona a 29 euro. Chi può sceglie questa strada. Dall’avvio del centro presso il Salesi noi abbiamo comunque riscontrato un incremento dell’utenza al nostro servizio, così come abbiamo registrato un boom di richieste alla fecondazione assistita nei mesi che hanno preceduto l’entrata in vigore della nuova legge».
Sono soprattutto le donne la cui età supera i 30 anni a rivolgersi al centro anconetano che ha posto il limite dei 45 anni per essere sottoposte al trattamento. Donne la cui percentuale di avere un figlio, secondo il medico, ora è ulteriormente ridotta. «Di fatto – precisa Cignitti – la legge vieta il congelamento degli embrioni. Possono arrivare solo a tre gli ovociti fecondati e impiantati. Se la percentuale di riuscire ad avere un figlio prima non era superiore al 25% ora questo numero si è ulteriormente abbassato. Dall’entrata in vigore della legge (marzo 2004) ad oggi siamo arrivati a 150 cicli di fecondazione assistita (circa 100 nel 2003) per un totale di 32 nascite. La domanda è in aumento ma già negli ultimi mesi abbiamo registrato un calo di gravidanze pari al 5%. Le coppie si rammaricano ma non rinunciano a volere un figlio nonostante la legge. Noi medici ci troviamo con le mani legate perché le possibilità per aumentare la percentuale di gravidanza ci sono, ma non ci è più permesso di farlo. Questa legge porterà ad un aumento di gravidanze trigemine nelle donne più giovani e un peggioramento di riuscita nelle donne più su con gli anni». Disparata l’utenza che si rivolge al centro del Salesi. «Non vengono solo coppie laiche – conclude Cignitti – ma anche cristiane. Il desiderio di avere una gravidanza va oltre la religione».
Tra i paesi più gettonati, giuridicamente meno rigidi per la fecondazione del numero degli embrioni, spicca la Spagna. «E’ Valencia – spiega Cignitti – la meta più conosciuta dove è stato assunto appositamente personale italiano. E’comoda da raggiungere, soprattutto con le tratte aeree che danno Ancona-Barcellona a 29 euro. Chi può sceglie questa strada. Dall’avvio del centro presso il Salesi noi abbiamo comunque riscontrato un incremento dell’utenza al nostro servizio, così come abbiamo registrato un boom di richieste alla fecondazione assistita nei mesi che hanno preceduto l’entrata in vigore della nuova legge».
Sono soprattutto le donne la cui età supera i 30 anni a rivolgersi al centro anconetano che ha posto il limite dei 45 anni per essere sottoposte al trattamento. Donne la cui percentuale di avere un figlio, secondo il medico, ora è ulteriormente ridotta. «Di fatto – precisa Cignitti – la legge vieta il congelamento degli embrioni. Possono arrivare solo a tre gli ovociti fecondati e impiantati. Se la percentuale di riuscire ad avere un figlio prima non era superiore al 25% ora questo numero si è ulteriormente abbassato. Dall’entrata in vigore della legge (marzo 2004) ad oggi siamo arrivati a 150 cicli di fecondazione assistita (circa 100 nel 2003) per un totale di 32 nascite. La domanda è in aumento ma già negli ultimi mesi abbiamo registrato un calo di gravidanze pari al 5%. Le coppie si rammaricano ma non rinunciano a volere un figlio nonostante la legge. Noi medici ci troviamo con le mani legate perché le possibilità per aumentare la percentuale di gravidanza ci sono, ma non ci è più permesso di farlo. Questa legge porterà ad un aumento di gravidanze trigemine nelle donne più giovani e un peggioramento di riuscita nelle donne più su con gli anni». Disparata l’utenza che si rivolge al centro del Salesi. «Non vengono solo coppie laiche – conclude Cignitti – ma anche cristiane. Il desiderio di avere una gravidanza va oltre la religione».