Chiose laiche

che affossa la cultura del monachesimo pmedievale e i valori dell’ascesi claustrale. Diciamo che la scelta di un possibile e auspicabile modello laico di vita è tra questi due estremi, almeno all`apparenza inconciliabili. Oddio, a mezza strada ci potrebbe stare Montaigne…

Tornare a Erasmo? Che le promesse, grandi riforme di Francesco possano portare a una chiesa a stampo erasmiano? L`immagine mi è balzata dinanzi casualmente ma via via, pensandoci un po`, ha acquistato consistenza. “L`Elogio della pazzia” (1509) è una satira sferzante della presunzione teologica e scolastica, della scandalosa immoralità del clero, dell`indegnità della curia (Erasmo rifiutò una promozione curialesca che gli era stata offerta), che mi pare possa attagliarsi benissimo alla situazione del Vaticano di oggi, epicentro della crisi che investe la chiesa di Roma. Ma, restando nell`attualità, l`Elogio erasmiano appare molto in sintonia con i tanti auspici riformatori che vengono formulati circa il futuro di questa chiesa e che guardano, speranzosi, al mitico Concilio Vaticano II. L`evento può essere letto come espressione della visione umanistico-religiosa di Erasmo, quella da lui riassunta in un irenismo universale cui diede per motto il “fate l`amore, non fate la guerra” (poi riscoperto, ahimè, dai nostri sessantottini). Tra i molti e complessi motivi per cui ci si richiama al Vaticano II alcuni sono degni e seri, altri invece attirano per l`apparenza facile e persino scontata. Guardando dal di fuori, ritengo che il confronto con la modernità sarà molto più arduo, non basterà evocare Erasmo e il suo irenismo. Diavolerie- Sfoglio con gusto l`opera ultima, in ordine di tempo, di Tullio Gregory, l`insigne storico della filosofia medievale e moderna: “Principe di questo mondo. Il diavolo in occidente”, edito da Laterza. Il librino, di non molte pagine e di elegante e sobria scrittura, passa in rassegna le diverse interpretazioni e formulazioni storiche dí questa figura capitale della religiosità cristiana, o giudaico-cristiana. Oggi, dopo il passaggio dell`illuminismo e l`ingresso nella modernità, il suo profilo appare parecchio sfocato, nonostante gli sforzi – anche a opera di Papi – per mantenerlo acceso nell`immaginario dei fedeli. Ovviamente senza malizia, lo storico ricorda l`importanza che la figura del diavolo ebbe nella ideologia dei gesuiti, ma ripesca anche il fatto, davvero curioso, che Cartesio mostrò di credere nella sua forza malefica. Già dal titolo, peraltro, Gregory ci avverte che sul piano ontologico il diavolo vale poco, la sua presenza è solo una questione culturale (sopravvive forse in Vaticano, dove sembra provochi un sacco di guai). Il libretto termina, gustosamente, sulla pagina dei Fioretti di san Francesco nella quale si racconta come frate Ruffino, seguendo il suggerimento del santo di Assisi, rispose al diavolo che lo tentava: “Apri la bocca, mo`vi ti caco”. 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.