Le cellule staminali, come ormai tutti sanno, hanno parecchie caratteristiche che le rendono uniche ed estremamente preziose. Sono cellule immature che, potenzialmente, possono dare origine ad alcuni tipi di tessuti (cellule staminali pluripotenti), o addirittura possono differenziarsi in qualunque tipo di tessuto presente nell’organismo umano (cellule staminali totipotenti).
Tutti noi deriviamo da cellule staminali embrionali totipotenti che, proliferando veloci e finemente controllate, riescono a generare un organismo adulto perfettamente funzionante. E’ però importante ricordare che, anche da adulti, conserviamo parecchi serbatoi di cellule staminali che possono produrre unità biologiche in grado di differenziarsi. Queste vengono normalmente fornite nel caso in cui sia necessario sostituire cellule arrivate al termine del loro ciclo vitale, o nel caso in cui un trauma abbia lacerato uno qualunque degli organi del nostro corpo. Presumibilmente, ogni organo ha la sua riserva di cellule staminali. Ed è proprio questo concetto di staminalità che rende uniche queste cellule.
È quindi intuitivo l’interesse sulle potenzialità delle cellule staminali. Per superare il problema etico della distruzione degli embrioni in nome della scienza, gli studiosi sono alla continua ricerca di nuovi siti in grado di fornire cellule staminali adulte. Il serbatoio prescelto in questi anni è sicuramente il midollo osseo della cresta iliaca. Pur risolvendo il problema etico, l’aspirazione midollare è un intervento abbastanza invasivo, che richiede l’intervento in anestesia totale e la professionalità di un chirurgo esperto.
In Australia lavora un gruppo di ricercatori che ha trovato una soluzione a questo problema, prelevando le cellule staminali dal naso. Questo gruppo di scienziati è guidato dal professor Alan Mackay-Sim, direttore del Centro di Neurobiologia Molecolare della Griffith University di Brisbane.
l professore Mackay-Sim e i suoi collaboratori hanno un interesse particolare per il senso dell’olfatto. I loro studi sono ormai noti a livello internazionale e sono volti ad individuare il processo di formazione delle cellule sensoriali olfattive nell’uomo adulto. L’ambizioso fine di questa ricerca è di trovare un metodo per riparare i danni del midollo spinale e, addirittura, dipanare alcuni dei misteri che stanno alla base di gravi malattie neurologiche, come la schizofrenia.
Studiando l’epitelio della mucosa nasale, il professore Mackay-Sim si è reso conto che questo tessuto, situato al di là delle cavità nasali, è in grado di riformarsi quando danneggiato. E’, infatti, sufficiente un virus come quello del raffreddore per uccidere parte delle cellule sensoriali della mucosa nasale. La capacità di rigenerare il tessuto danneggiato è dovuta alla presenza di un attivo compartimento di cellule staminali capaci di proliferare e maturare.
Da questa osservazione è iniziato uno studio durato 4 anni, i cui risultati sono appena stati pubblicati sulla rivista Developmental Dynamics. Le cellule staminali della mucosa nasale possono essere prelevate molto facilmente e coltivate in laboratorio. Fornendo opportuni stimoli, inoltre, queste cellule sono in grado di maturare per trasformarsi in cellule del cuore, del cervello, del sangue, e in tanti altri tipi di cellule dell’organismo adulto.
Questa importantissima scoperta ci dimostra che l’epitelio olfattivo rappresenta una nuova e inaspettata riserva di cellule staminali adulte, che può essere utilizzata per riparare qualunque tipo di organo danneggiato.
Il gruppo di ricercatori australiani ha, così, trovato un metodo per eliminare tre grandi problemi legati all’utilizzo delle cellule staminali:
1) Il rigetto, dovuto all’utilizzo di cellule eterologhe (prelevate da un altro individuo);
2) L’insorgenza di forme tumorali, dovute ad una crescita fuori controllo delle cellule staminali embrionali impiantate (1 caso su 5).
3) Il dilemma etico legato all’utilizzo delle cellule staminali prelevate da embrione.
L’eticità e la sicurezza di questo nuovo approccio della ricerca scientifica ha risvegliato l’interesse della Chiesa, e, in particolare, dell’Arcidiocesi della Chiesa Cattolica di Sydney. L’arcivescovo George Pell, non solo si è impegnato a presentare al Vaticano il progetto di ricerca del professore Mackay-Sim come soluzione alternativa all’utilizzo delle cellule staminali embrionali, ma ha anche finanziato gli scienziati con 50 mila dollari australiani.
a ricerca sta, dunque, percorrendo una nuova strada. Esistono rassicuranti premesse per risolvere, in futuro, problemi sanitari ed etici, valorizzando sempre e comunque la vita di ogni individuo. C’è sicuramente ancora molto lavoro da fare, ma con l’impegno di tutti i risultati non mancheranno.