CdL CON WOJTYLA. PANNELLA: "LA CHIESA SI CREDE INFALLIBILE" (La Sicilia)

<b>4 Febbraio 2003</B> – Roma – L'invito del Pontefice a recepire nella legislazione italiana il chiaro riconoscimento dell'identità giuridica del nascituro suscita, ancora una volta, la nascita di schieramenti opposti. Immediata e massiccia la reazione dei parlamentari degli schieramenti del centrodestra, che si sono detti pronti a cogliere l'invito del pontefice.

«Non può lasciare indifferente – ha spiegato Alfredo Mantovano, componente dell'Ufficio politico di An – chi ha responsabilità politiche, prescindendo da qualsiasi elemento confessionale. Non un dogma di fede, ma la presa d'atto di un dato naturale, quello della esistenza della vita umana fin dal concepimento, scientificamente accertato, rende questo passo necessario». Nella precedente legislatura la Camera, ha ricordato Mantovano, nel quadro della legge sulla procreazione assistita, votò un articolo che parlava esplicitamente di 'diritti del concepito'; poi il testo fu insabbiato al Senato.

In questa legislatura, con una maggioranza certamente più ampia di quella che ha approvato quella norma, non può mancare l'estensione della tutela della vita a ogni istante dell'esistenza: la sede opportuna è ancora una volta quella della discussione della legge sulla fecondazione artificiale». Ed un altro esponente di An, il senatore Riccardo Pedrizzi, assicura l'impegno in Parlamento affinchè «si passi il più presto possibile alla bioetica del biodiritto, facendo sì che il problema della tutela dell'embrione venga affrontato politicamente sul piano legislativo».

«Il Papa ha ragione – ha poi aggiunto Rosy Bindi (Ppi) – l' uomo non è padrone della vita. Noi siamo servitori, non dominatori della vita e tutti dobbiamo impegnarci in questo servizio: gli scienziati, i medici, la comunità politica. Un impegno concreto non solo a parole, di accoglienza, solidarietà e giustizia nei confronti di tutti. Le parole di Giovanni Paolo II sollecitano una responsabilità politica complessiva per costruire un mondo migliore capace di accogliere, promuovere e sostenere la vita in tutte le sua fasi».

Per il senatore Francesco D'Onofrio, estensore del manifesto del nuovo partito Udc che risulta dalla fusione del Ccd, del Cdu e di Democrazia Europea, «il manifesto del nuovo partito prevede espressamente l'impegno dell'Udc per la tutela della vita dell'embrione umano dal concepimento alla morte naturale. La sollecitazione del sommo Pontefice ci trova del tutto pronti a proseguire il cammino legislativo della proposta di legge anche da noi voluta che tutela, appunto, il diritto alla vita dell'embrione umano».

Ma per l'eurodeputato Marco Pannella, la dichiarazione del Papa è «assolutamente scontata e naturale: il Vaticano, sulla linea che è ormai tornata ad essergli propria, finirà non appena possibile per chiedere che i parlamenti (dove per loro sfortuna ci sono) o i dittatori riconoscano per legge l'infallibilità pontificia, l'immacolata concezione, l'assunzione in corpo o in anima di Maria in cielo e altro».

La critica di Luca Coscioni, presidente dei radicali italiani, riguarda invece la posizione che la chiesa ha assunto contro «una ricerca scientifica libera e contro l'eutanasia». A difendere malati gravi e terminali, ha affermato Coscioni, «ci sono i radicali, che stanno raccogliendo firme anche sulle proposte di legge di iniziativa popolare che affrontano questi temi».

Infine, il ginecologo Severino Antinori non perde occasione per criticare l'ingerenza della chiesa nei confronti dello stato. Assieme agli altri componenti dell'associazione mondiale per la riproduzione assistita (Warm) ha ricordato che l'embrione si definisce tale dopo 14 giorni e che prima di tale periodo si deve parlare di cellule staminali.