Sul caso Stamina si ricomincia da capo. Il Tar del Lazio, infatti, ieri ha accolto il ricorso presentato da Davide Vannoni, fondatore della Stamina Foundation per cui proprio lunedì la procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio per truffa, contro la composizione del comitato scientifico incaricato dal ministro della Salute Lorenzin per valutare il protocollo basato sul trattamento terapeutico a base di cellule staminali mesenchimali. Fissando l`udienza di merito al prossimo 11 giugno, il tribunale amministrativo ha sospeso la nomina degli esperti cancellando di fatto anche il parere contrario alla sperimentazione che il comitato aveva dato nel settembre scorso bollando come «scientificamente inconsistente» il metodo di cura ideato da Vannoni. Il Tar infatti ha accolto la tesi del ricorso secondo la quale il comitato, essendosi i suoi esperti già espressi in passato sul valore scientifico del protocollo, non era imparziale («non essendo stata garantita l`obiettività e l`imparzialità del giudizio», hanno scritto i giudici) e ha quindi esortato il ministero ad un approfondimento scientifico e alla formazione di un nuovo pool di esperti «eventualmente anche stranieri, che sulla questione non abbiano già preso posizione o, se ciò non è possibile essendosi tutti gli esperti già esposti, che siano chiamati in seno al Comitato, in pari misura, anche coloro che si sono espressi in favore del metodo». Una bocciatura a cui il ministro Lorenzin ha reagito annunciando l`immediata costituzione di un nuovo comitato e garantendo una «tempestiva ripresa dei lavori» che «permetterà di compiere gli approfondimenti istruttori indicati dal Tar». «In questa vicenda non si possano lasciare i malati e le famiglie nel dubbio», ha infatti commentato il ministro. A Vannoni, però, non basta. «Non se la può cavare così – ha infatti commentato – in un Paese civile dovrebbe dimettersi. La Lorenzin è una incompetente, uccide l`unica speranza che hanno i malati. Prima o poi qualche procura interverrà e la metterà sotto indagine per omicidio colposo». Ovviamente soddisfatte le famiglie dei malati che da mesi protestano sotto Montecitorio. «È una notizia meravigliosa che dà speranza», ha commentato Pietro Crisafulli, vice presidente del movimento «Vite Sospese». «È una prima vittoria – ha proseguito – ma quella definitiva si avrà quando prenderanno avvio i trattamenti con le cure compassionevoli e partirà una vera sperimentazione». Dal canto suo, parallelamente al lavoro del nuovo comitato, anche il Senato potrebbe aprire una propria istruttoria. «Chiederemo al Presidente Pietro Grasso l`autorizzazione ad avviare una indagine conoscitiva – ha commentato Emilia Grazia De Biasi, Presidente della Commissione Sanità di Palazzo Madama – Lo dobbiamo ai malati, alle loro famiglie, alla scienza, alla ricerca scientifica e alla medicina». dal canto suo, invece, l`associazione Luca Coscioni, per bocca del segretario Filomena Gallo, ha chiesto «un decreto che blocchi questa strana storia italiana su Stamina fino a quando Stamina non avrà dimostrato che il metodo non è nocivo e che può rientrare tra le cure compassionevoli con regolare autorizzazione».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.