“In atto un’operazione clandestina per il monopolio della partitocrazia”

Antonio Pitoni

Reduce dal "giuramento"  di Milano,  nelle mani di  Emma Bonino, l`ultima  battaglia dei Radicali ha  un solo nemico: «L`illegalità  di queste elezioni regionali».  Marco Cappato, che in Lombardia  corre per la poltrona di governatore,  ascolta al telefono i dati dell`ultimo  sondaggio di Crespi Ricerche.  Due per cento al candidato, 1,5 alla  lista Bonino Pannella. Che impressione  le fa?  «La stessa di sempre. E cioè che sono  sondaggi fatti in un contesto di assoluta  assenza dì democrazia. A proposito  di sondaggi, d`altra parte, ce n`è  un altro, pubblicato sul sito di Radio  Radicale, molto indicativo: solo un  elettore su 200 è in grado, spontaneamente,  di fare il nome dei sottoscritto  tra i candidati alla Regione  Lombardia».  Intanto continua la battaglia contro  la mannaia della raccolta firme che  rischia di decapitare la vostra partecipazione  alle regionali…  «Tra l`altro c`è il serio rischio che, alla   fine, non potrò neppure candidarmi.  Una eventualità che stiamo in tutti i  modi cercando di scongiurare, ma senza  un intervento delle alte cariche istituzionali,  la mia mancata candidatura  sarà una certezza. D`altra parte, tornando  ai sondaggi, nella stragrande  maggioranza, dei comuni sono state  raccolte zero firme sugli appositi moduli  necessari per la presentazione  delle liste. Il che significa,  evidentemente, che neppure  i dipendenti comunali  sapevano dell`esistenza di  questa possibilità. Insomma,  un`operazione clandestina  per assicurare la  sola presenza partitocratica  in questo confronto   elettorale».  La vostra iniziativa potrebbe  "aiutare" anche  altre liste che si trovano nella vostra  situazione. Avete registrato adesioni?   «Gli altri si sono rassegnati a quello  spazio, piccolo o grande che sia, che  il regime gli permetterà di occupare».  Mentre lo sciopero della  fame e della sete di  Emma Bonino prosegue…  «Esattamente. Non tutti  sanno, del resto, della  sua candidatura anche  in Lombardia nelle province di Milano,  Bergamo e Brescia, dove la metà dei  lombardi potrebbero votarla ma dove,  allo stato attuale, è più probabile che  non possano farlo. Lo sciopero della  fame e della sete di Emma non è un  atto di disperazione,  ma di speranza.  Un  atto di fiducia  nei confronti  delle  alte cariche  dello Stato  e di un loro  intervento».  Tornando  ai risultati  dei sondaggio,  il vantaggio di Formigoni su Penati  sembra già incolmabile. Lei che idea  si è fatto?  «Che l`unica possibilità per Penati sta  nella legge 175 del 2004 che vieta la  candidatura di un governatore dopo  due mandati consecutivi a suffragio  universale. Come Radicali abbiamo annunciato  ricorso contro la candidatura  di Formigoni. Due esponenti dei Pd lo  hanno già fatto, ma Penati l`ha definita  un`iniziativa a titolo personale».   

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