Un cuore, un cervello, un rene di ricambio, da poter usare nello sfortunato caso di un infarto, un ictus, una leucemia, e continuare a vivere, magari non proprio in eterno ma più a lungo, molto, molto più a lungo, e soprattutto in forma, come nuovi. Fantascienza? La solita fandonia sanitaria? No, un contratto da 47mila euro alla sottoscrizione e 500 annui a partire dal terzo anno. Garantirà un backup genetico, un corpo di ricambio da usare quando l’originale comincia a cedere. Senza nemmeno bisogno di andare a scomodare le cellule staminali dell’embrione umano. L’annuncio suona come una delle tante promesse miracolose e infondate della medicina futurista, ma questa volta arrivata da Collectis, il più importante gruppo industriale francese di biotecnologie, leader in ingegneria dei genomi e nel settore delle staminali. Il 48enne presidente biologo-imprenditore di Collectis Andrè Choulika, ha scelto New York per annunciare due giorni fa il lancio della sua nuova filiale Scèil e << l’orgoglio di essere i primi al mondo a mettere a disposizione del grande pubblico l’importante progresso scientifico che rappresenta la tecnologia delle cellule staminali pluripotenti indotte >>.
I BENEFICI PROMESSI
Se la biotecnologia è complessa e si basa sugli studi che nel 2011 hanno valso il Nobel per la medicina al giapponese Shinya Yamanaka, per il fortunato sottoscrittore del nuovo contratto Scèil i fastidi sono minimi e i benefici (promessi) enormi. Una volta compiute le necessarie formalità amministrative – come spiega il settimanale francese Nouvel Observateur – all’assicurato saranno prelevati 3 millimetri di pelle, immediatamente spediti in un laboratorio di Singapore, dove le cellule del derma (fibroblasti) saranno coltivati, conservate nell’azoto liquido e riprogrammate per produrre le famose << cellule staminali pluripotenti indotte>> o iPS. Si tratta, come le vere staminali embrionali, di cellule pronte a differenziarsi, in base alla necessità, in cellule del cuore, fegato, cartilagine, cervello… Provenendo dalla pelle del donatore e non da un embrione, le iPS presentano il non trascurabile vantaggio di evitare polemiche religiose o bioetiche. In caso di malattia o incidente, l’assicurato potrà ricorrere alle sue iPS e rifarsi nuovo. Per il momento, tuttavia, Scèil potrà commercializzare il suo contratto soltanto a Singapore, molto presto a Dubai e forse in Svizzera.
La maggior parte dei paesi impone infatti di specificare l’uso futuro di qualsiasi prelievo biologico. Per molti è ancora troppo presto per sapere se le iPS non presentino controindicazioni a lungo termine. Choulika non ha dubbi: << un bambino nato quest’anno ha una speranza di vita di 140 anni. Dal 2020 o 2030 curarsi in questo modo sarà diventata la norma>>. Più prudente la ministra delle Ricerca francese Geneviève Fioraso, che domani presenterà all’Assemblèe Nationale la nuova legge di bioetica: << E’ positivo che grazie a iniziative come quelle di Cellectis la scienza possa compiere progressi nello studio delle iPS, ma è necessario ricordare che il comportamento a lungo termine di queste cellule presenta ancora incertezze. Per questo mi batto per una legge che autorizzi, a determinate condizioni, la ricerca sulle staminali embrionali>>.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.