<b>22 settembre 2003</b> – Oltre 60 accademie scientifiche di ogni continente -tra le quali l'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, la Royal Society inglese, l'Accademia di Francia- sono concorsi nel richiedere alle Nazioni Unite di sottoscrivere la messa al bando della clonazione riproduttiva umana. La presa di posizione e' stata formulata in un documento reso noto oggi a Trieste attraverso l'InterAcademy Panel on International Issues (IAP). L'organizzazione, che rappresenta 90 accademie scientifiche di tutto il mondo e che ha sede nel capoluogo giuliano presso l'Accademia delle scienze del Terzo Mondo, oltre a sostenere la necessita' di porre un preciso stop alla clonazione riproduttiva chiede anche che la clonazione a fini terapeutici e di ricerca sia esclusa dal divieto. Lo IAP presentera' la dichiarazione ai delegati della commissione sulla clonazione delle Nazioni Unite, convocata dal 29 settembre al 3 ottobre a New York. La commissione ha gia' considerato la possibilita' di pubblicare una dichiarazione a sostegno del divieto alla clonazione, ma a causa delle difficolta' di stabilire se il divieto si debba applicare anche in ambito terapeutico e di ricerca, non e' stato possibile raggiungere un accordo consensuale. In particolare, sulla base degli esperimenti finora effettuati sugli animali, lo IAP mette in guardia contro i rischi per la salute dell'essere clonato e della madre. Se anche si potessero superare questi problemi biologici ci si troverebbe di fronte a fortissime resistenze dovute a fattori etici, morali ed economici. Tuttavia la dichiarazione offre un elenco di possibili benefici derivanti dalla clonazione attuata al fine di ottenere cellule staminali embrionali e per il loro utilizzo nell'ambito terapeutico e di ricerca. Di conseguenza lo IAP afferma che questi studi dovrebbero essere esclusi dalla messa al bando della clonazione a fini riproduttivi.
"La clonazione riproduttiva non offre alcuna garanzia e visti i gravi rischi per la salute nessun scienziato responsabile dovrebbe tentare di portarla a termine". Lo ha detto, nel corso della conferenza stampa tenuta oggi a Trieste al Centro di Fisica Teorica Abdus Salam, Yves Quere', co-presidente del comitato esecutivo dello IAP ed ex Foreign Secretary dell'Accademie des Sciences. "L'esperienza – ha aggiunto – insegna che la stragrande maggioranza delle gravidanze frutto di clonazione o falliscono oppure hanno come risultato aborti o neonati malformati. Anche se fosse possibile risolvere questi problemi – ha affermato – rimarrebbero comunque delle perplessita' di natura etica molto serie che non si possono ignorare". "In molti paesi la clonazione riproduttiva umana e' gia' proibita dalla legge – ha concluso Quere' – ma ci sono altri paesi che devono ancora darsi delle leggi e dei regolamenti. Se la comunita' internazionale non emana un divieto mondiale alla clonazione riproduttiva umana, individui senza scrupoli continueranno a compiere esperimenti sugli esseri umani". "La clonazione che mira ad ottenere cellule staminali a scopo di ricerca e di terapia – ha precisato il presidente della Third World Academy of Sciences di Trieste, Rao – offre invece grandi speranze e benefici a lungo termine. Ed e' per questo motivo che la clonazione ai fini di ricerca e di terapia e' rimasta esclusa dalla dichiarazione".
"La clonazione riproduttiva non offre alcuna garanzia e visti i gravi rischi per la salute nessun scienziato responsabile dovrebbe tentare di portarla a termine". Lo ha detto, nel corso della conferenza stampa tenuta oggi a Trieste al Centro di Fisica Teorica Abdus Salam, Yves Quere', co-presidente del comitato esecutivo dello IAP ed ex Foreign Secretary dell'Accademie des Sciences. "L'esperienza – ha aggiunto – insegna che la stragrande maggioranza delle gravidanze frutto di clonazione o falliscono oppure hanno come risultato aborti o neonati malformati. Anche se fosse possibile risolvere questi problemi – ha affermato – rimarrebbero comunque delle perplessita' di natura etica molto serie che non si possono ignorare". "In molti paesi la clonazione riproduttiva umana e' gia' proibita dalla legge – ha concluso Quere' – ma ci sono altri paesi che devono ancora darsi delle leggi e dei regolamenti. Se la comunita' internazionale non emana un divieto mondiale alla clonazione riproduttiva umana, individui senza scrupoli continueranno a compiere esperimenti sugli esseri umani". "La clonazione che mira ad ottenere cellule staminali a scopo di ricerca e di terapia – ha precisato il presidente della Third World Academy of Sciences di Trieste, Rao – offre invece grandi speranze e benefici a lungo termine. Ed e' per questo motivo che la clonazione ai fini di ricerca e di terapia e' rimasta esclusa dalla dichiarazione".