Dopo aver appreso dai quotidiani locali della denuncia fatta dal padre di uno studente autistico di nove anni del Comune di Barbania nel Canavese, cui il Sindaco Giovanni Drovetti, a seguito delle lamentele di alcuni genitori, ha cancellato il parcheggio riservato davanti alla scuola, Domenico Massano (Giunta di segreteria associazione radicale Adelaide Aglietta) e Alessandro Frezzato (direzione nazionale Radicali Italiani e associazione Luca Coscioni, malato di distrofia muscolare), hanno dichiarato “Il 28 dicembre 2007 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge di ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Tale convenzione all’art. 24 impegna i vari Stati a garantire il diritto ad un sistema di istruzione inclusivo a tutti i livelli, assicurando che nell’attuazione di tale diritto, per garantire la non discriminazione e le pari opportunità, “venga fornito un accomodamento ragionevole in funzione dei bisogni di ciascuno”, intendendo per “accomodamento ragionevole” le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati che non impongano un onere sproporzionato o eccessivo, adottati, ove ve ne sia necessità in casi particolari, per garantire alle persone con disabilità il godimento e l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali.
Il Sindaco Giovanni Drovetti, in controtendenza, dichiarando di “dover tutelare anche l’incolumità degli altri alunni” (a suo parere messa a rischio dal veicolo del padre del ragazzo che sosterebbe davanti all’ingresso della scuola), ritiene che un accomodamento ragionevole sia quello di togliere questa agevolazione alla famiglia, invitandola a mandare il figlio con lo scuolabus, ignorando il parere medico del neuropsichiatra che evidenzia i rischi di tale repentino cambiamento per il giovane affetto da una grave forma di autismo, Pessimo esempio di scelta che non sembra sia stata concordata con la famiglia a partire dai bisogni del bambino, programmata e pianificata nel tempo in funzione di un progetto di vita individualizzato.
E’, inoltre, sconcertante vedere come il tutto nasca dalle lamentele e dalle “gelosie” delle famiglie dei compagni di classe di questo bambino, cui non poteva essere attribuito lo stesso privilegio di accompagnare il figlio sotto la scuola. E’ preoccupante constatare come nel 2008, a pochi mesi dalla ratifica della convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità, ci siano barriere socio culturali così solidamente radicate e ben più difficili da abbattere di quelle architettoniche con cui le persone con disabilità (e le loro famiglie), si devono confrontare quotidianamente, fin dalla più tenera età.
Invitiamo il Sindaco a ravvedersi ed a ripensare a certe scelte che anziché risolvere problemi creano i presupposti per la discriminazione e l’esclusione delle persone con disabilità, ricordandogli che una società a misura di tutti e realmente inclusiva si costruisce a partire dal modo in cui si affrontano questioni che ad un occhio superficiale possono sembrare “banali”, ma che spesso possono rappresentare grandi conquiste di civiltà.