Comincia martedì la discussione sul testamento biologico in Commissione Sanità, ma la relatrice sul provvedimento, la DS Fiorenza Bossoli, non si è voluta assumere la responsabilità di scegliere un testo base, nemmeno il testo – pur così prudente – presentato dal Presidente della Commissione, capolista dei DS alle elezioni politiche, il chirurgo Ignazio Marino. In questo modo si assesta un primo duro colpo contro il testamento biologico, sia per i tempi – destinati a slittare inevitabilmente – sia per i contenuti.
La decisione della relatrice Bassoli e di una parte dei Democratici di Sinistra è un primo chiarissimo segnale di cedimento al ricatto della componente teo-dem della Margherita, mobilitata a preparare l’affossamento – dopo i dico – anche del testamento biologico sarebbe. Mi auguro che proprio dalle fila dei Democratici di Sinistra ci si voglia ribellare a questa linea fassiniana (in perfetta continuità con la storia comunista togliattiana, antiliberale e clericale) espressa dal lavorìo di corridoio della Senatrice Anna Serafini, così impegnata ad allinearsi sulle posizioni delle Senatrici Paola Binetti ed Emanuela Baio Dossi. Mi auguro che qualcuno voglia unirsi all’Associazione Luca Coscioni nell’investire politicamente su quella stragrande maggioranza di cittadini italiani che – secondo tutti i sondaggi – sono in grandissima maggioranza favorevoli a un provvedimento di civiltà sul quale il nostro Paese ha già accumulato sin troppo ritardo.