Dichiarazione di Giulia Simi, vice-segretaria dell’Associazione Luca Coscioni
"Accolgo con speranza le dichiarazioni rilasciate dal ministro della Salute, Livia Turco, in diretta dallo studio di Stella, il programma di Maurizio Costanzo su SkyVivo, sulla necessità di un’indagine conoscitiva per verificare come si muore negli ospedali italiani.
Sicuramente un’indagine conoscitiva sulle decisioni di fine vita rappresenta il primo passo, come ha affermato il ministro Turco, per consentire ai malati terminali di morire in modo dignitoso, e garantire loro la massima assistenza nelle strutture pubbliche del nostro paese, ma non deve essere perso altro tempo.
Mi sembra importante ricordare al ministro che l’Associazione Luca Coscioni lo scorso novembre è stata capace di raccogliere in poche settimane più di ventimila firme, comprese quelle di moltissimi medici, su una petizione che aveva come primo firmatario Piergiorgio Welby, co-presidente dell’Associazione, con la quale si chiedeva al Parlamento italiano di realizzare un’indagine conoscitiva sulle decisioni di fine vita.
Il 20 dicembre 2006 le commissioni congiunte Giustizia e Affari sociali della Camera risposero negativamente alla richiesta dell’Associazione Luca Coscioni e dell’onorevole Donatella Poretti (RnP) di promuovere su scala nazionale un’indagine conoscitiva anonima sulle decisioni di fine vita negli ospedali italiani.
Presupposto per un qualsiasi intervento serio e responsabile in questa materia è la conoscenza: il ministro Livia Turco può essere certa che avrà il pieno appoggio e sostegno dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.
Il problema è ora di trasformare le parole in atti, perché non sia più consentito in Italia il verificarsi di nuovi casi Welby o Nuvoli."