Dichiarazione di Marcello Crivellini, professore di Organizzazione Sanitaria al Politecnico di Milano
"Il Ministro Turco approfitti della fase del disbrigo degli affari correnti per compiere alcuni gesti di discontinuità e contrastare il clima di illegalità che ormai pervade anche il campo della sanità". E’ quanto chiede Marcello Crivellini, professore di Automazione ed Organizzazione sanitaria presso la Facoltà di Ingegneria al Politecnico di Milano e Consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni. "Facendosi forte anche dell’iniziativa di dialogo intrapresa da Marco Cappato, segretario dell’Associazione Coscioni, da Mina Welby, Lucio Bertè e Dominique Velati, in sciopero della fame dalla mezzanotte del 31 gennaio, il Ministro potrebbe da subito sanare alcune situazioni di patente e straordinaria illegalità, chiudendo vertenze rimaste sospese che mettono a rischio o danneggiano gravemente la salute di centinaia di migliaia di cittadine e cittadini italiani".
In particolare è sulla "tutela della salute dei cittadini e della sicurezza delle strutture sanitarie" che il prof. Crivellini concentra la sua attenzione. "Da giorni i media parlano, sempre più insistentemente, di "ospedali fuorilegge": dal dossier dei Carabinieri del Nas secondo il quale su 854 nosocomi visitati 417 sono stati sanzionati, alle ricostruzioni sempre più precise ed allarmanti del torbido intreccio tra sanità, affari, malavita e malapolitica. Tutto ciò si sovrappone a decenni di indifferenza nel settore della sicurezza per coltivare gli interessi delle corporazioni sanitarie e la prassi del relativo voto di scambio. E’ stato dimenticato l’interesse di salute dei cittadini e tutto ciò si traduce, ogni anno, in decine di migliaia di morti e centinaia di migliaia di eventi avversi ai danni della salute dei cittadini. Per questo mi associo alla richiesta contenuta nella lettera aperta dell’Associazione Coscioni: si stralcino e si approvino subito gli artt. 18, 19 e 20 previsti dal DDL sul sistema sanitario collegato alla finanziaria 2008, in modo che le aziende ospedaliere siano obbligate a dotarsi di unità di gestione del rischio e servizi di ingegneria clinica. Non c’è niente di più necessario ed urgente. Se si emanasse un Decreto Legge per riprodurre tali articoli – conclude Crivellini – le Camere, anche se eventualmente sciolte, sarebbero obbligate comunque a riunirsi per la discussione e conversione in legge".