Sanità, Ass.Coscioni: Prof. D’Agostino toglie alla donna e affida a medico decisione su contraccezione d’emergenza

Dichiarazione di Rocco Berardo e Alessandro Capriccioli, rispettivamente Tesoriere e membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni

Sulle colonne dell’Avvenire di oggi il Prof. Francesco D’Agostino, ex Presidente del Comitato Nazionale di Bioetica, fornisce una nuova, suggestiva interpretazione dei rifiuti di prescrizione della pillola del giorno dopo avvenuti a Pisa giorni orsono.

Attraverso un esteso ragionamento articolato in cinque punti (ciascuno dei quali, peraltro, ripete più o meno lo stesso concetto) D’Agostino sostiene che tali rifiuti non debbano essere imputati all’obiezione di coscienza, ma piuttosto alla circostanza che i medici abbiano insindacabilmente ritenuto la prescrizione del farmaco non opportuna.

Poiché non risulta che nei casi di specie siano state esperite attente indagini sulle modalità dei rapporti sessuali che hanno dato luogo alla richiesta, atte a stabilire se esistessero realmente possibilità concrete di fecondazione (in uno dei due casi il diniego non è nemmeno stato espresso a voce, ma attraverso un cartello), si deve ritenere che il Prof. D’Agostino sostenga una tesi estensiva: quella secondo la quale deve essere rimessa all’insindacabile giudizio del medico anche la valutazione sull’opportunità o la non opportunità di un’eventuale gravidanza, a prescindere dal parere della donna che dovrà portarla avanti.

Non potendo invocare l’obiezione di coscienza (giacché, com’è noto, la pillola del giorno dopo non è un farmaco abortivo), il Prof. D’Agostino cerca di raggiungere lo stesso effetto per un’altra strada: consegnando il potere assoluto di decidere in materia di maternità e contraccezione al medico, sottraendo alla donna ogni diritto all’autodeterminazione e riducendone il ruolo a quello di contenitore riproduttivo privo di qualsiasi volontà.