Risposta (non pubblicata) di Angiolo Bandinelli a Volonté sulla Gazzetta del Mezzogiorno

Angiolo Bandinelli, già segretario del Partito radicale, consigliere generale Associazione CoscioniAngiolo BandinelliAngiolo Bandinelli, già segretario del Partito Radicale, è consigliere generale dell’Associazione Coscioni

Difficile, leggere una prosa più inadeguata e inaccettabile di quella dedicata sulla Gazzetta del Mezzogiorno da Luca Volonté, capogruppo UDC alla Camera, al “Family day”, la manifestazione promossa per il 12 maggio dal mondo cattolico e da laici ossequienti. Che l’evento possa avere successo non dubitiamo, dati i mezzi di cui si vantano gli stessi organizzatori, esibendo impudicamente i dati circa le ingentissime cifre messe in campo, le parrocchie mobilitate, i pullman e gli sconti ferroviari concessi ai partecipanti; che possa esprimere qualcosa di “civile”, come ci garantisce Volonté, ci sia consentito dubitarlo: almeno stando alle parole dello stesso Volonté.

Il quale, per osannare l’evento, parla di tutto tranne del fatto che quella data è incisa a caratteri cubitali nella storia di questo paese perché è la data del referendum del 1974 che ha introdotto in Italia il divorzio. Fino a quel giorno, era concesso rifarsi una vita e una famiglia solo a quanti potevano accedere, pagando lautamente, all’annullamento della Sacra Rota vaticana. Agli altri era riservata una sequela infinita di bugie e di sofferenze, nella sostanziale emarginazione sociale: anche agli eventuali figli, clandestini e schedati come “adulterini”. Questa barbarie fu cancellata dal voto del 12 maggio 1974. Oggi, coloro che vorrebbero attribuire ai dettami del Vaticano forza di legge dello Stato scelgono la stessa data: per cos’altro se non per accreditarsi una rivincita e intanto gettare fango sul mondo laico? Si legga quel che scrive Volonté circa le motivazioni che muoverebbero i gruppi e i cittadini che hanno organizzato a Piazza Navona, per festeggiare la “loro” data una grande festa popolare intitolata al “coraggio laico”: essi in definitiva lavorerebbero – udite, udite! – perché la gente, gli italiani, possano concedersi “qualunque genere di desiderio personale, magari momentaneo” obbedendo solo ad una cinica “voracità di diritti-desideri”. Alla fine, però, l’incauto Volonté rivela il senso recondito della manifestazione di Piazza San Giovanni: sferrare un colpo basso a Prodi, reo di cedere alle peggiori “frange radical-comuniste”. Una prosa carica, spiace dirlo, di livore e di bugie.

No, non ci siamo proprio: superando mille difficoltà finanziarie, rompendo grazie al tam tam dell’orgoglio e del coraggio laico l’ostracismo decretato loro dalle TV pubbliche e private, da una informazione ormai tornata ai fasti di prima del 1870, a Piazza Navona arriveranno quanti vogliono dare agli italiani diritti civili più completi: innanzitutto ai tantissimi che, in attesa dei sospirati “Dico”, pur intendono vivere assieme, creare convivenze fondate sulla “bellezza concreta della fedeltà” e dell’amore (ma non imposti per legge) ed anche – perché no? – sul desiderio (sì, il “desiderio” demonizzato da Volonté) di avere figli. Noi ci auguriamo che siano molti. E garantiamo, nonostante le gratuite insinuazioni del capogruppo UDC, che da Piazza Navona costoro augureranno al “Family Day” di essere un evento civile, più civile di certi suoi apologeti.