Sono in rappresentanza dell’associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica il cui interesse ed appoggio a quest’iniziativa rivolta all’accessibilità dei sordi e ciechi alle sale cinematografiche ed alla cultura è stato e sarà sempre determinante al fine dell’abbattimento delle barriere alla comunicazione ed integrazione che sussistono nei confronti delle persone sorde e cieche.
Non bisogna dimenticare che la sordità è un grave handicap di per se invisibile e che se non è trattato in maniera corretta dal punto di vista dell’integrazione sociale si avrebbe un emarginazione nonché un abbassamento del livello culturale delle persone sorde.
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La sottotitolazione dei film rappresenta uno stimolo all’apprendimento del corretto significato della lingua italiana, questo in quanto la persona sorda ha gravi difficoltà nella comprensione del linguaggio parlato e conseguentemente nell’apprendimento della cultura che come sappiamo si trasmette prevalentemente attraverso la comunicazione verbale. Sottotitolare un film perciò rappresenta una proposta vincente dal punto di vista dell’integrazione sociale e della fruiibilità della cultura che si realizza anche attraverso la visione dei film di tenore culturale o storico o comunque sociale che consente ai cittadini sordi di capire meglio il tempo in cui vivono.
Premettendo d’aver sempre ricercato un interesse sia da parte delle associazioni dei sordi sia da parte delle singole persone sorde, da alcuni anni ho intrapreso l’iniziativa sulla sottotitolazione dei cinema, richiedendo dapprima un impegno all’ufficio handicap del Comune di Roma che pur appoggiando la mia iniziativa non è stato in grado d’elaborare idonee proposte.
In un incontro nella sede ANICA mi è stato esposto principalmente il problema della riluttanza dei gestori delle sale cinematografiche i quali temono che l’introduzione della sottotitolazione del film comporterebbe una diminuzione del pubblico in quanto non abituato e non sensibile al tema dell’accessibilità, inoltre la sottotitolazione comporta un costo che le case cinematografiche non avrebbero intenzione di sopportare in sede di produzione del film.
Queste giustificazioni, di per se, scoraggianti e discriminanti nei confronti delle persone sorde rappresentano un ostacolo all’accessibilità, inoltre ci pongono in un contesto d’inferiorità ed arretratezza culturale se ci paragoniamo ad altri paesi europei ove la sottotitolazione è una realtà esistente ed accettata da chiunque.
E’ soltanto dal successivo interesse dell’associazione Luca Coscioni che ho ripreso l’iniziativa, infatti, l’associazione Coscioni è già importante nel mondo dei sordi in quanto da essa è partita la battaglia e si arrivati alla vittoria finale sui 50 sms gratis per sordi che agevolano la fruibilità della comunicazione dei sordi.
E’grazie all’impegno dell’associazione Coscioni, del neosegretario del Partito Radicale Mario Staderini, del regista Stefano Piepaoli, che si è arrivati allo scorso Festival Internazionale del Cinema in Roma ove ci è stato promesso, nella persona del Presidente Gian Luigi Rondi, che dal prossimo anno al Festival ci sarà la sottotitolazione dei film italiani.
E’ dal Festival che abbiamo cominciato la raccolta delle firme per l’interrogazione popolare al Sindaco di Roma, ci siamo fermati a 1.024 firme più che sufficienti anche se tanti altri avrebbero voluto firmare, posso dire che tutte le persone hanno firmato con entusiasmo sapendo d’aver compiuto un atto che può apportare soltanto del bene alla nostra società.
Voglio concludere con l’appello che facciamo al Sindaco che facciamo in questo momento “ ALEMANNO NON VIETARCI IL CINEMA”.
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