L’obiezione di alcuni farmacisti non sarà un problema.
Silvio Viale, intervenendo ieri sera a Controcorrente su Sky e questa mattina a Viva Voce su Radio 24, ha invitato i medici ad aggiornarsi ed emanciparsi da un errato luogo comune perché la pillola del giorno dopo non è abortiva in alcun senso.
Silvio Viale, ginecologo al S.Anna di Torino ed esponente radicale, ha diffuso la seguente dichiarazione:
"Il vero scandalo è sentire ancora dire che la pillola del giorno dopo è abortiva. Si tratta di un errato luogo comune. L’ho detto ieri sera a Controcorrente al Prof Massimo Moscarini, direttore dell’Università La sapienza S. Andrea, e questa mattina a Viva Voce a Filippo Boscia, vicepresidente dell’Associazione medici cattolici italiani, e a Pietro Uroda, presidente Nazionale dei farmacisti cattolici. Il levonorgestrel agisce prima e durante l’ovulazione, non agisce sull’ovulo fecondato. Se assunto dopo l’ovulazione è solo inefficace. Non è un farmaco intercettivo, anti-impianto o anti-annidamento, come si cerca di far credere con un linguaggio evocativo. In altre parole, non è abortivo, non solo nei confronti della gravidanza, ma neppure modificando il destino dell’ovulo fecondato. Paradossalmente, essendo un progestinico, cioè pro-gestazione, potrebbe addirittura favorire l’impianto dell’ovulo fecondato. Tutto ciò, da anni, è stato dimostrato nel topo e nella scimmia, ma ora è stato provato anche nell’uomo. Il Karolinska institute ha dimostrato che il levonorgestrel non inibisce l’impianto della blastocisti su un modello tridimensionale di cellule endometriali umane. Spero che, finalmente, i giornali lo scrivano perché ‘obiezione, su questa base, è prima di tutto una cantonata. Come obiettare alla "terra che gira intorno al sole".
"La non prescrizione è soprattutto un modo per evitare un lavoro in più e le potenziali code di donne per la ricetta, come dimostrano le risposte strampalate di molti colleghi, che dimenticano di essere dei pubblici ufficiali. Dimenticano pure che l’efficacia della contraccezione di emergenza si riduce del 59% ogni 12 ore, che non è necessario alcun esame e che non ci sono controindicazioni mediche. L’OMS inserisce la contraccezione di emergenza in classe 1, cioè "senza limitazioni". Qualunque medico – non serve un ginecologo – può prescriverla, anche preventivamente.
"La ricetta, peraltro non ripetibile, è assolutamente ingiustificata e serve solo ad alimentare polemiche strumentali, che sfruttano l’indolenza di troppi medici, preoccupati solo di prevenire ulteriori richieste di altre donne. L’unica soluzione è abolire la ricetta come per i profilattici, lasciando alla donna la scelta di utilizzarla o meno. La contraccezione di emergenza rispetta tutte le caratteristiche di un prodotto da banco e non ha rischi di abuso, anche perché è molto meno efficace della contraccezione ormonale, essendo di emergenza, appunto."
"L’eventuale obiezione di alcuni farmacisti non è un problema. Non lo è stata nel 2001, quando fu proclamato il boicottaggio contro l’Angelini e la Shering, e non lo sarà nemmeno nel 2008."