Intervento dell’on Donatella Poretti parlamentare radicale della Rosa nel Pugno, segretaria della Commissione Affari Sociali, membro di direzione dell’associazione Coscioni.
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A Bologna dei manifestanti hanno creato problemi ad un farmacista che si rifiutava di vendere la pillola del giorno dopo e sono anche stati denunciati per interruzione di pubblico servizio. Una situazione che potrebbe servire per fare chiarezza sull’inesistente diritto all’obiezione di coscienza rivendicato da alcuni farmacisti per la vendita della pillola del giorno dopo. La chiarezza si potrebbe fare anche in sede giudiziaria: lo stesso capo d’accusa in capo ai manifestanti potrebbe essere valido per il farmacista che si rifiuta di vendere la pillola del giorno dopo.
La farmacia svolge un servizio di pubblica utilita’ disciplinato da leggi che proprio richiamandosi all’utilita’ pubblica ne consentono l’apertura solo a determinate condizioni. Sempre appellandosi al servizio a favore del cittadino e del sistema sanitario, le stesse farmacie hanno effettuato vere e proprie rivolte contro qualsiasi legge di liberalizzazione del settore, anche solo per consentire la vendita di farmaci senza obbligo di ricetta medica e da banco. Uno dei tanti esempi di un mercato chiuso, dove il monopolio delle farmacie e la corporazione dei proprietari delle farmacie non ha consentito di andare incontro alle esigenze dei cittadini, alle sollecitazioni dell’Antitrust e della concorrenza, un mercato appena scalfito dalle timide liberalizzazioni realizzate dal ministro Bersani.
A fronte di questa situazione i farmacisti vorrebbero conquistare un ulteriore privilegio: vendere i farmaci preferiti e rifiutarsi di somministrarne altri. Se cio’ puo’ essere consentito per le creme e gli assorbenti in vendita nelle farmacie, non puo’ valere per i farmaci con obbligo di ricetta medica, a meno che non si consenta anche ad altri esercizi commerciali di effettuarne la vendita.
Se i farmacisti cattolici vorranno battersi per ottenere il diritto all’obiezione di coscienza, come sollecita la Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani (Fofi), sappiano che mi troveranno al loro fianco nel caso in cui consentiranno la completa apertura del mercato e i farmaci si potranno trovare al supermercato, come in Autogrill.
Non si puo’ avere la moglie ubriaca e la botte piena, non si puo’ avere il monopolio della vendita dei farmaci e decidere anche di non venderne alcuni.
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