Il medico anestesista Tommaso Ciacca, dell’Associazione Luca Coscioni, ha inviato oggi una lettera aperta al Presidente della Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, Dott. Amedeo Bianco e ai Presidenti degli Ordini Provinciali dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri. Di seguito, una sintesi della lettera di Ciacca.
A questo link la lettera completa – Il dossier
Illustrissimi Presidenti, vi chiedo di intervenire urgentemente in relazione al caso del paziente Giovanni Nuvoli di Alghero, affetto da Sclerosi Laterale Amiotrofica in stadio molto avanzato.
Martedì 10 Luglio 2007 non ho potuto dar seguito a quanto il paziente aveva richiesto reiteratamente da mesi, cioè l’interruzione della terapia di supporto respiratorio con contestuale sedazione, in quanto impedito in questo dalla forza pubblica.
Analizzando la situazione clinica ed umana di Giovanni Nuvoli, nessun medico può rimanere indifferente a tre chiari e inequivocabili elementi in essa presenti:1) il rifiuto di una terapia da parte del paziente, il suo diritto cioè a non essere obbligato ad un qualsiasi tipo di trattamento sanitario
2) la assoluta consapevolezza con la quale il paziente esprime questa volontà. 3) le "indicibili sofferenze" che tale terapia gli procura ogni giorno.
Questi elementi mi spingono come medico ad appellarmi a voi perché possiate contribuire ad interrompere immediatamente quella che nei fatti è una "tortura psicofisica", una violenza costante contro un uomo gravemente ammalato. In questo caso, oltre all’articolo 32, comma 2 della Costituzione, all’articolo 5 della Convenzione di Oviedo, è possibile chiamare in causa l’articolo 52 del Codice Deontologico sulla "tortura e i trattamenti disumani". Mi appello a voi perchè mettiate in atto ogni strumento per dare nei tempi più brevi (mi riferisco a minuti, ore e giorni) un aiuto concreto per Giovanni Nuvoli. Vi chiedo di convocare assemblee straordinarie urgenti della Federazione Nazionale e degli Ordini Provinciali, che dicano chiaramente un NO alla violenza che un paziente può essere costretto a subire oggi nel nostro Paese Giovanni Nuvoli ci chiede con il suo agire, tramite l’unico movimento che ancora possiede, quello degli occhi, di dare corpo al senso più profondo della nostra professione.