Morte Dulbecco: sentiremo la mancanza dello scienziato che più ispirò la lotta di Luca Coscioni

 

Comunicato stampa dell’Associazione Luca Coscioni

Con dolore apprendiamo della morte dello scienziato premio Nobel per la medicina Renato Dulbecco.
Nello stesso giorno del sesto anniversario della morte di Luca Coscioni, muore una delle persone che più si sono spese per la libertà di ricerca scientifica in Italia.
 Sostenitore dei quattro quesiti referendari abrogativi della legge sulla procreazione medicalmente assistita, in una intervista all’Espresso nel 2005 affermò che “La legge 40 è folle. E umiliante per la medicina”.

Nominato nel 2000 dall’allora Ministro della Sanità, professor Umberto Veronesi, presidente della “Commissione di studio sull’utilizzo di cellule staminali per finalità terapeutiche”, riconobbe la possibilità di una applicazione terapeutica della ricerca sulle cellule staminali in grado di condurre a una vera e propria rivoluzione in medicina, superiore persino a quella rappresentata dagli antibiotici. Dei 30 milioni di malati cronici stimati nel nostro Paese, valutò in 10 milioni coloro che avrebbero potuto beneficiare dell’applicazione sulla ricerca con le cellule staminali.
La speranza di quei 10 milioni di malati individuati dal "Rapporto Dulbecco" venne raccolta e difesa da Luca Coscioni, Presidente di Radicali italiani, che alla fragilità della malattia corrispose con raddoppiato impegno a difesa della libertà della ricerca scientifica dall’ingerenza della politica.
Quel testimone raccolto da Luca è oggi portato avanti dalla Associazione che ne porta il nome.
L’impegno dell’Associazione nell’anniversario della morte di Luca si rafforza ancora di più nell’apprendere della morte di Dulbecco, non solo un uomo di scienza ma anche un combattente sul fronte della lotta tra libertà di ricerca e ingerenze ideologiche e oscurantiste.

 

© 2012 Associazione Luca Coscioni. Tutti i diritti riservati