Ministero dell’agricoltura risarcisce con 2.000 euro Silvano Dalla Libera per le spese legali a seguito del decreto anti-ogm del 2010

Futuragra

Pordenone, 23 ottobre 2013 – Lo Stato italiano risarcirà le spese legali di 2.000 euro all’agricoltore Silvano Dalla Libera, Vicepresidente di Futuragra, per il ricorso al decreto interministeriale del 2010. Nel marzo di tre anni fa infatti i Ministri Zaia, Prestigiacomo e Fazio firmarono un decreto per vietare a Dalla Libera di seminare sul suo campo mais Bt. Quindici mesi dopo il TAR del Lazio condannò il Ministero delle politiche agricole a risarcire Dalla Libera, per avergli impedito di coltivare sementi OGM nei suoi terreni nonostante una sentenza del Consiglio di Stato avesse riconosciuto il suo diritto. “Dopo oltre due anni il Ministero rispetta le leggi, ha dichiarato Dalla Libera. Il risarcimento delle spese legali è solo il primo dei rimborsi che aspettiamo per i danni economici subiti. Riteniamo giusto però che a rimborsarci siano proprio quei Ministri che volutamente non hanno rispettato le leggi europee e non lo Stato sotto forma di tasse pagate dai cittadini”.

“Questa sentenza costituisce un precedente importante anche per il decreto dello scorso luglio presentato dai Ministri De Girolamo, Lorenzin e Orlando, che Futuragra intende impugnare e denunciare alla Commissione europea proseguendo la sua battaglia per poter seminare e produrre OGM nel nostro Paese e a fianco degli agricoltori che vogliono accedere all’innovazione, ha continuato Dalla Libera. Questo decreto voluto dal Ministro espone l’Italia al rischio di una procedura di infrazione da parte dell’Unione europea, che verrebbe pagata con i soldi dei contribuenti. La Commissione europea ha infatti più volte ribadito che non è possibile sottoporre ad autorizzazione nazionale le varietà che sono regolarmente iscritte nel catalogo comune europeo, come il MON 810”.

“Mentre la nostra politica prova ossessivamente ad alzare un muro ideologico di cartapesta contro gli organismi geneticamente migliorati, il nostro settore continua ad essere attanagliato dalla crisi, ha concluso Dalla Libera. I numeri degli ultimi dieci anni sono impietosi: l’agricoltura italiana ha perso 5 miliardi di euro e oltre 500 mila aziende agricole sono state costrette a cessare l’attività. Quelli che tentano di bloccare l’introduzione degli OGM nel nostro Paese agiscono per un fatto esclusivamente politico, in spregio al diritto europeo che ci permette di produrre cibo sano, nel rispetto della salute dei consumatori e dell’ambiente e con un maggiore guadagno per le imprese”.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.