Marco Cappato scrive al direttore del Tg1 Gianni Riotta

A seguito dei servizi del Tg1 e dello spazio senza contraddittorio offerto al segretario della Cei Giuseppe Betori sulla decisione del Tribunale di Cagliari in merito alla diagnosi preimpianto, pubblichiamo una lettera che Marco Cappato, nella serata di ieri, ha inviato al Direttore del Tg1 Gianni Riotta.

Roma, 26 settembre 2007

Gentile Direttore,

nell’edizione delle ore 20.00 del 25 settembre u.s., il TG1 ha parlato della sentenza del Tribunale di Cagliari in materia di fecondazione assistita. Nel diffondere tale notizia è stato dato accesso esclusivamente al segretario della CEI Betori, il quale ha espresso opinioni molto dure nei confronti del giudice ed ha pontificato sull’interpretazione della legge italiana e delle sentenze della Corte costituzionale. In nessun modo il TG1 ha dato conto nel servizio delle opinioni espresse dal altri nella medesima giornata a commento della citata sentenza.

L’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, di cui sono Segretario e che è stata promotrice del referendum sulla legge 40, aveva rilasciato una propria dichiarazione a riguardo, ampiamente diffusa dalle agenzie stampa e riportata oggi su tutti i principali quotidiani nazionali. Anche di essa il TG1 non ha ritenuto di dover dare conto, pur essendo un’opinione "qualificata" al pari se non di più di quella dell’esponente della CEI.

Quanto sopra esposto, rende palese come il servizio del TG1 abbia reso ai cittadini italiani un’informazione incompleta, parziale e scorretta, non aperta alla pluralità dei punti di vista.

Non è la prima volta, purtroppo, in cui il TG1 da ampio risalto esclusivamente alle posizioni di esponenti della CEI o del Vaticano su materie legislative e politiche, senza garantire alcun contraddittorio e censurando ogni opinione espressa sul punto da altri esponenti -politici, scientifici, religiosi o culturali-. L’Associazione Coscioni e il movimento radicale nel suo complesso, sono protagonisti da decenni delle battaglie sui diritti civili e sulle questioni oggi definite di "bioetica": eutanasia, fecondazione assistita, aborto, ricerca scientifica. Su ciascuna di esse conduciamo lotte politiche ed iniziative specifiche, esprimendo quasi quotidianamente opinioni e posizioni a riguardo.

La sistematica censura delle opinioni e delle iniziative radicali e dell’Associazione Coscioni su tali tematiche, congiuntamente alla costante diffusione, senza contraddittorio, delle posizioni della CEI e del Vaticano, appare sempre più parte di una strategia volta a negare ai cittadini italiani il diritto alla libera formazione delle opinioni.

Nel riservarci di adire tutti i mezzi offerti dall’ordinamento a tutela degli interessi nostri e dei telespettatori, pur consapevoli della Sua difficoltà a esercitare le funzioni di direttore nel contesto di pluridecennale illegalità che caratterizza l’informazione radiotelevisiva, siamo certi che saprà, già nelle prossime ore, invertire la tendenza sopra descritta e ripristinare un minimo di legalità e correttezza nelle notizie diffuse dal TG1.

Cordiali saluti, Marco Cappato