“Libera” è morta, ha ottenuto il suicidio assistito grazie a un dispositivo a comando oculare della USL, primo caso in Italia

Dopo due anni di attesa, battaglie legali e continui rinvii, aveva ricevuto la settimana scorsa dalla USL il dispositivo con comando oculare predisposto dal CNR per l’autosomministrazione del farmaco letale

“Libera”: “Spero, con tutta me stessa, che nessuno debba più aspettare due anni per poter esercitare un diritto che gli appartiene già. Nessuno dovrebbe essere costretto a lottare così a lungo per ciò che dovrebbe essere garantito”

Filomena Gallo e Marco Cappato dichiarano: “A ‘Libera’ va il nostro grazie per aver lottato non solo per sé, ma per tutte le persone nelle sue condizioni, contribuendo ad aprire una strada che potrà essere percorsa anche da altri”.

“Libera”, 55enne toscana affetta da sclerosi multipla, è morta a casa sua, oggi mercoledì 25 marzo, a seguito della autosomministrazione di un farmaco letale tramite il dispositivo con comando oculare che era stato appositamente predisposto dal Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) per consentire di azionare l’infusione endovenosa del farmaco per il fine vita.

Grazie al sistema di puntamento oculare interfacciato con una pompa infusionale, “Libera” ha infatti potuto attivare autonomamente l’infusione endovenosa del farmaco, superando l’ostacolo della tetraparesi spastica del corpo che le impediva qualsiasi movimento, compreso quello necessario per premere il tasto di attivazione del macchinario solitamente usato per questa procedura. 

Il messaggio che “Libera” ha affidato all’Associazione Luca Coscioni:

Spero, con tutta me stessa, che nessuno debba più aspettare due anni per poter esercitare un diritto che gli appartiene già. Nessuno dovrebbe essere costretto a lottare così a lungo per ciò che dovrebbe essere garantito. La mia battaglia è stata dura, ma desidero credere che non sia stata vana. Se servirà ad aprire anche solo una strada, ad accorciare anche solo un’attesa, allora avrà avuto senso. Ringrazio profondamente l’Associazione Luca Coscioni, che mi ha dato voce e strumenti per vedere riconosciuto questo diritto. E ringrazio, con sincera gratitudine, il mio medico, Paolo Malacarne. Questa non è solo la mia storia. È una richiesta di dignità, che spero un giorno non debba più essere conquistata, ma semplicemente rispettata“.

“Libera” aveva ottenuto dalla USL Toscana Nord Ovest il via libera per l’accesso alla procedura di aiuto medico alla morte volontaria a luglio 2024.

Non essendo però in grado di assumere autonomamente il farmaco letale, essendo completamente paralizzata, aveva presentato un ricorso urgente, tramite il suo collegio legale coordinato dall’avvocata Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, affinché il suo medico fosse autorizzato a somministrare il farmaco.

A quel punto il giudice di Firenze aveva sollevato la questione di legittimità costituzionale sull’articolo del codice penale che configura il reato di omicidio del consenziente, il 579 del codice penale, perché la somministrazione del farmaco da parte del medico sarebbe rientrata in questa fattispecie di reato. Dopo l’intervento della Consulta, che ha ordinato la verifica anche a livello internazionale dell’esistenza di dispositivi idonei all’autosomministrazione del farmaco per il suicidio assistito, il CNR su ordine del tribunale ha predisposto e collaudato il dispostivo.

Dichiarano Filomena Gallo e Marco Cappato: A ‘Libera’ va il nostro grazie per aver lottato non solo per sé, ma per tutte le persone nelle sue condizioni, contribuendo ad aprire una strada che potrà essere percorsa anche da altri. In questo momento il nostro pensiero e la nostra vicinanza vanno alla sua famiglia e a tutte le persone che le sono state accanto“.

La famiglia di “Libera” ha chiesto il rispetto della privacy.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.