La Corte costituzionale conferma la legittimità delle leggi regionali in materia di aiuto medico alla morte volontaria

Processo Cappato Corte Costituzionale

La Consulta si è pronunciata sulla legge regionale approvata dalla Sardegna

Filomena Gallo e Marco Cappato commentano: “Il Governo è stato nuovamente battuto. È un via libera che vale per tutte le Regioni e il Parlamento non può ignorare le sentenze della Corte”

Con la sentenza numero 148/2026, depositata oggi, la Corte costituzionale ha respinto le censure statali proposte dal Governo sull’intera legge della Regione Sardegna numero 26 del 2025, in tema di organizzazione delle procedure di aiuto al suicidio, confermando, come già aveva fatto con la sentenza n. 204 del 2025 sulla legge della Regione Toscana, la legittimità dell’intervento legislativo regionale volto a disciplinare l’organizzazione delle procedure sanitarie per l’accesso all’aiuto medico alla morte volontaria.

La Corte ha respinto le censure del Governo sull’impianto complessivo della legge, riaffermando che la disciplina organizzativa delle attività delle aziende sanitarie regionali rientra nella materia della tutela della salute e ha dichiarato l’illegittimità costituzionale solo di alcune specifiche disposizioni della legge sarda, relative principalmente alla definizione legislativa dei requisiti di accesso e ad alcuni termini procedimentali ritenuti eccessivamente rigidi.

La sentenza conferma inoltre la legittimità delle disposizioni che prevedono termini certi per la convocazione della Commissione multidisciplinare e per la comunicazione dell’esito delle verifiche, riconoscendo che tali previsioni sono finalizzate ad assicurare la tempestiva presa in carico delle richieste e una rapida comunicazione delle decisioni alle persone interessate.

Nelle motivazioni, inoltre, la Corte conferma in più passaggi il ruolo del Servizio sanitario nazionale e delle aziende sanitarie. Richiama la legge n. 219 del 2017 sulle disposizioni anticipate di trattamento, la legge n. 38 del 2010 sulle cure palliative, le funzioni delle aziende sanitarie, la Commissione multidisciplinare e il principio dell’alleanza terapeutica.

La procedura viene così ricondotta all’attività delle strutture sanitarie pubbliche, chiamate ad assicurare la presa in carico della persona, gli accertamenti clinici, la verifica della volontà libera e consapevole e tutte le necessarie garanzie sanitarie.

Dichiarazione di Filomena Gallo e Marco Cappato

Questa sentenza produce due effetti politici molto chiari. Questa sentenza produce un duplice effetto.

Da un lato conferma che le Regioni possono organizzare il proprio Servizio sanitario per dare attuazione alle sentenze della Corte costituzionale, smentendo chi, come la Lombardia e il Piemonte, ha rifiutato persino di discutere la proposta di legge popolare ‘Liberi Subito’.

Dall’altro lancia un messaggio chiaro al Parlamento: mentre il testo in discussione al Senato esclude il Servizio sanitario nazionale dalla procedura, la Corte ne richiama più volte il ruolo centrale, insieme a quello delle aziende sanitarie, della Commissione multidisciplinare e dell’alleanza terapeutica.

La nostra proposta di legge di iniziativa popolare, sottoscritta da oltre 74.000 cittadine e cittadini e depositata in Senato, va nella direzione indicata dalla Corte: mantiene il Servizio sanitario nazionale al centro della procedura e garantisce tutte le tutele previste dalla giurisprudenza costituzionale.

Lo stesso principio ispira la proposta regionale ‘Liberi Subito’, ripresentata quest’anno in tutte le Regioni, che disciplina esclusivamente l’organizzazione del Servizio sanitario regionale per assicurare procedure uniformi e tempi certi, senza modificare i diritti già riconosciuti dalla Corte.

Dopo due sentenze consecutive della Corte costituzionale, gli alibi sono finiti: per le Regioni, che devono garantire procedure efficaci e non discriminatorie senza ritardi, e per il Parlamento, che deve approvare una legge conforme alla Costituzione e rispettosa della libertà di scelta delle persone.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.