Lettera aperta di Marco Cappato ad alcune personalità sulla situazione di Giovanni Nuvoli

Lettera aperta da parte di Marco Cappato, Segretario dell’Associazione Coscioni e Eurodeputato Radicale, a: Livia Turco, Franco Marini, Fausto Bertinotti, Ignazio Marino, Mimmo Lucà, Angelo Bagnasco, Cardinale Xavier Barragan, Renato Soru, Professor Umberto Veronesi, Francesco Paolo Casavola, Paola Binetti. E per conoscenza a: Maria Grazia Caligaris, Eugenia Roccella e Ignazio Marino

Roma, 4 luglio 2007

Il 18 maggio 2007 ho attirato la vostra attenzione sulla situazione di Giovanni Nuvoli. Ringrazio Maria Grazia Caligaris, Eugenia Roccella e Ignazio Marino per le risposte giunte, che ho girato a Nuvoli e che giro anche a voi per conoscenza.

Una settimana fa, il medico di Nuvoli, in presenza di un’infermiere e un’assistente, ha trascritto la seguente comunicazione, resa attraverso il movimento degli occhi:

"Non voglio più curarmi. Staccate le macchine". Non vuole sottoporsi al prelievo ematico. Dichiara ancora riguardo la terapia infusionale e farmacologica: rifiuta tutto tranne i sonniferi. Rifiuta anche gli antidepressivi. Rifiuta anche le visite specialistiche escluso l’urologo. Rifiuta il cambio cannula. Vuole alimentarsi ancora con cibi e acqua. Vuole l’integrazione di ossigeno nella ventilazione. Rifiuterebbe le cure in caso di instabilità clinica.

Il collegio medico che si era costituito per assisterlo ha ricevuto più volte la richiesta di Nuvoli di interrompere la ventilazione artificiale. Tale richiesta è però rimasta finora senza risposta, a causa del timore di eventuali conseguenze giudiziarie.

Ieri, Nuvoli ha comunicato al Sindaco di Alghero: "ho perso la mia dignità di uomo e nessuno vuole aiutarmi ad andarmene, nemmeno i vigili per firmare un documento. Da oggi rinuncio al cibo."

Di fronte a questa decisione, ciascuno può limitarsi a sperare o a chiedere a Nuvoli di accettare il cibo o di cambiare idea sulla sospensione delle terapie. Rispondere in questo modo equivarrebbe ad approfittare della sua condizione di debolezza estrema per imporgli, seppur "soltanto" come risultato di comportamento omissivo, una volontà opposta, cioè una violenza.

Con la mia prima lettera vi proposi, di fronte all’urgenza della richiesta, di corrispondere con l’urgenza della coscienza e di ogni coscienza così interpellata. Ritenevo che la vostra valutazione potesse essere utile innanzitutto a Giovanni Nuvoli. Lo ritengo ancora.

In attesa di una vostra risposta, vi informo che, come associazione Luca Coscioni, ci assumiamo la responsabilità di aiutare Nuvoli a realizzare la propria volontà. Non si tratta, per noi, di scegliere tra la vita e la morte, ma di scegliere tra il rispetto delle scelte di un uomo giunto alla fine della vita e l’imposizione a quell’uomo di una morte atroce.

Un cordiale saluto,

Marco Cappato