La regione Lazio è la regione che destinò, grazie alla campagna "libertà di parola" condotta dall’Associazione Coscioni, un milione di euro per acquistare i computer che consentissero alle persona disabili di ricominciare a comunicare (senza poi dare una concreta attuazione).
Scopriamo oggi, cha è sempre la regione Lazio è quella che non paga le aziende che le forniscono gli ausili. Alcune di esse stremate dall’insolvenza, dopo aver inutilmente tentato di pignorare i beni delle Asl competenti, hanno sospeso le forniture degli ausili. Ancora una volta vengono colpiti i più deboli.
Esemplificativa, è la vicenda dell’azienda Tiflosystem (specializzata nella fornitura di ausili) che, come leggiamo su "La repubblica" di oggi, vanta un credito di oltre 240 mila euro e da dieci anni non viene pagata, nel pignorare i beni della Asl lo ha fatto inutilmente essendo questi tutti già pignorati da altre nove aziende per un totale 700.000 mila euro. L’azienda pur nella consapevolezza della drammaticità delle conseguenza sui disabili, ha sospeso le forniture.
Ci chiediamo che fine abbiano fatto i fondi ad hoc stanziati per gli ausili alla comunicazione e in che modo la Regione, il Presidente Marrazzo, l’assessore Battaglia intendano risolvere la drammatica situazione che si è venuta a creare.
Il diritto a condurre una vita il più possibile normale, non va in vacanza.