intervento di Simone Sapienza per il X Congresso Coscioni

Simone Sapienza

Salve, io molto brevemente farò una breve relazione sul servizio civile di informazione e inchiesta che abbiamo svolto quest’anno. Un servizio svolto tra radio radicale in collaborazione con l’associazione Coscioni che ha previsto 9 mesi di stage di ragazzi del servizio civile che hanno prodotto numerose inchieste, alcune delle quali, tratterò brevemente, proseguirà il prossimo anno ed è un modo di fare giornalismo, tra virgolette militante, legato a iniziative politiche della associazione Coscioni. Abbiamo parlato di barriere architettoniche quindi in particolare siamo partiti da Roma con un’inchiesta mirata prima su Gustavo Fraticelli che conoscete. Lo abbiamo seguito ovunque per le strade di Roma e con lui abbiamo registrato le illegalità in termini di barriere architettoniche. E’ stata legata una denuncia, in particolare alla stazione Termini, poi ne parlerà Alessandro, una denuncia alle ferrovie dello stato. Stesso tour per Roma l’abbiamo organizzato con Laura Raffaelli di Bill Side project, una ragazza non vedente, potete ritrovare tutti e due questi video su fanotizia.it. C’è stato un riscontro in termini giornalistici perché è andato su repubblica.it, in particolare questo di Laura Raffaelli e’ stato ripreso anche da “striscia la notizia” e così diverse milioni di persone si sono potute rendere conto di alcune cose che se non sei protagonista di problema non puoi rendertene conto. Poi ci siamo occupati di altre inchieste che non riguardano questa commissione, come si muore in Italia, etc.. Ma anche di aborto terapeutico anche di assistenza sessuale in Italia, ve ne ha parlato Max Ulivieri, è un tema molto interessante, che ha avuto moltissimo seguito su internet, diciamo, ha un pubblico incredibile di riferimento perché comunque il tema logicamente è molto sentito. Giustamente deve essere sviluppato e pensiamo di proseguire anche il prossimo anno. Noi ci siamo attestati semplicemente a un primo studio del fenomeno, tutti i dossier, i rapporti che già erano stati pubblicati in Italia e in Europa e poi abbiamo fatto 19 interviste a professionisti stranieri, medici italiani, esperti del settore ma anche a numerosi malati e a ragazzi e ragazze che vorrebbero intraprendere questo mestiere. Le testimonianze sono numerose, quello che più vorrei sottolineare è la partecipazione, almeno a me ha stupito molto questo aspetto, dei malati e delle famiglie dei malati che sono molto disponibili, più di quanto potessi immaginare, a parlarne perché appunto è qualcosa che riguarda il loro quotidiano, probabilmente neanche legato strettamente alla malattia che vivono e quindi sono anche tematiche che affrontano con uno spirito quasi di novità all’interno della loro stessa famiglia e quindi è stato assai interessante seguirlo, dovremmo portare avanti questo progetto di legge che Ulivieri ci ha proposto, trovare testimonial, e provare a trovare il modo di portare avanti la tua proposta, di coinvolgere il maggior numero di persone, in tutti i campi, sia interessati diversi, sia di famiglie, che di medici che di candidati al futuro mestiere dell’assistente sessuale. Ma anche sarà importante capire in che modo potere portare all’attenzione questo tema e trovare anche la disponibilità di disobbedienze civili, se per esempio la registrazione, una cosa su cui vorrei parlare con te e con gli altri che hanno seguito questo tema se è possibile per esempio registrare per un periodo la dichiarazione dei redditi come assistente sessuale e poi autodenunciarsi, perché abbiamo un contabile, Alessandro Capriccioli che è esperto in dichiarazioni di redditi e lui dice che non leggono mai il codice per cui tu.. e quindi hai larghissima possibilità di pagare le tasse trovando la tua definizione di mestiere e poi autodenunciarti. Per raccontarvi un’altra delle inchieste che abbiamo seguito quest’anno. Il prossimo anno, speriamo che ci confermano..

– autodenuncia, la proposta sarebbe? 

– Fai pagare le tasse a una persona per legalizzare la posizione, denuncia dei redditi come assistenza sessuale.

Per definire il percorso di formazione che serve, era una proposta per provocare un minimo di dibattito e attenzione su questi temi.

– Da un punto di vista come rilevavo con lui prima, questo tema, che il tema sessualità nel mondo della disabilità contemplato dalla convenzione dei diritti delle persone con disabilità di cui l’Italia l’ha ratificata. Uno dei paesi che logicamente non l’ha ancora ratificata a causa di questo aspetto è il vaticano, ma con il cambiamento di tendenza di papa Francesco speriamo che anche il vaticano ratificherà questa convenzione.

Non sono un tecnico, da un punto di vista legislativo può rappresentare questo un aiuto in più per portare questo tema all’ordine del giorno in parlamento in quanto come paese siamo uno di quelli che ha ratificato la convenzione? 

– Sì, l’Italia ha ratificato una serie di convenzioni che non rispetta, il problema è come arrivare, portare al centro un tema del genere. Quello che posso testimoniare, mettendo su internet questo tema qui abbiamo avuto un riscontro in termini di contatti, quindi c’è talmente tanto interesse che credo che se cominciamo a muoverci con un’iniziativa politica, si può creare un gruppo di lavoro molto ampio di associazioni, di persone singole che possono lavorare a una mobilitazione, a una proposta intorno a Max. Per concludere il prossimo anno spero che si possa riprendere, comunque noi come giornalisti militanti continueremo dei temi in particolare sarà anche utile sentire questo congresso, in particolare pensavo di continuare sicuramente a organizzare un’inchiesta sul problema del peba, l’applicazione o l’inesistenza, abbiamo scritto una mail chiedendo di segnalarci dei casi, ci sono arrivate molte segnalazioni, dobbiamo sicuramente provare a costruire un’inchiesta con un numero molto alto di video e di segnalazioni legarle ovviamente a delle denuncie e su questo ovviamente sarà essenziale il lavoro di Alessandro e di altri avvocati che vogliono aiutarlo a creare un meccanismo che lega la parte della denuncia, del coinvolgimento delle persone disabili che si trovano o semplicemente dei cittadini di buonsenso che si trovano davanti a problemi di questo genere e riescono a documentarlo, la nostra presenza giornalistica per raccontarlo e la denuncia da parte dell’associazione Coscioni. L’altra questione sicuramente è l’aggiornamento del nomenclatore per le questioni legate alla disabilità e questo anche non mi dilungo perché siete più esperti di me, però raccontare delle storie, una serie di storie di questioni specifiche per capire l’assurdità della condizione in cui viviamo forse può servire come per tutti gli altri temi probabilmente. Per concludere vorrei sottolineare non so se viene trasmesso anche per radio, è quanto in realtà questi temi hanno un loro pubblico, di solito il giornalismo non se ne occupa perché pensa che non ci sia pubblico, al di là che hanno un target specifico e quindi per questo possono avere seguito, in realtà poi i temi radicali il giornalismo, segue dei temi che nessuno segue quindi un giornalista potrebbe avere uno spazio aperto per potere coprire degli spazi, tra virgolette, in redazione, in televisione, sui giornali. Faccio l’esempio del tema delle carceri che abbiamo seguito in particolare con altri colleghi, noi abbiamo fatto un’inchiesta sulle carceri, abbiamo girato 9 carceri e abbiamo regalato le immagini a tutte le tv nazionali, con una motivazione sintetizzata da Bianca Berlinguer, lei rispose che non facevano servizi sulle carceri perché non avevano pubblico e non ci consentano di entrare nelle carceri, non abbiamo immagini, non abbiamo pubblico, non fa audience. La domanda la facemmo grazie a Rita Bernardini che fece la domanda per avere il permesso magari anche per il clima che si era creato grazie all’iniziativa radicale. Il permesso è stato dato dopo 15 anni, le telecamere sono entrate, le abbiamo regalato a tutti e se si sommano i tg, abbiamo fatto il record delle edizioni dei tg  in tutto piu’ di 21 milioni di ascolto. Li abbiamo mandati questi dati a Bianca Berlinguer. Questo vale per una marea di temi non solo radicali, in particolare su questi di cui nessuno se ne occupa. Un giornalista sveglio dovrebbe cominciare a provare a misurarsi su queste questioni. Ho finito.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.