Intervento di Silvio Garattini al X Congresso Coscioni

Silvio Garattini

Buongiorno a tutti, avrei voluto essere con voi in queste giornate. Purtroppo altri impegni mi trattengono in altri luoghi. Voglio però cogliere questa occasione per ringraziare vivamente la posizione che ha avuto l’associazione Coscioni per quanto riguarda l’aiuto che ha dato alla scienza nel prendere chiare posizioni di fronte ad avvenimenti che molti di voi conoscono ma che comunque è utile commentare. Purtroppo il Parlamento italiano in questi ultimi tempi ha preso una serie di decisioni che mostrano chiaramente come vi sia un atteggiamento antiscientifico o come comunque la scienza non riesca ad avere una adeguata interfaccia con la politica per fare presenti quali sono le sue esigenze indipendentemente dagli aspetti emotivi e razionali che spesso accompagnano nel pubblico la percezione degli avvenimenti scientifici.  

Certamente è stato di grandissimo rilievo e anche di grande delusione vedere come il senato e poi la camera dei deputati abbiamo approvato una legge sulla sperimentazione animale che certamente è una grave infrazione alla direttiva europea. La Commissione Europea ha cercato in tutti i modi attraverso la sua direttiva di armonizzare la situazione della ricerca sperimentale nei vari paesi europei. Ma ha incontrato in Italia una forte tendenza a inserire norme ancora più restrittive nonostante che l’articolo 2 della stessa direttiva richieda di non aggravare la situazione che in Italia è già molto più avanzata di quanto non sia contenuto nella direttiva europea. Questo è assolutamente inaccettabile per la ricerca italiana, ma sono anche inaccettabili per la disparità di situazioni che si creano fra l’Italia e tutti gli altri paesi. Sono ben 15 già i paesi europei che hanno accettato la direttiva europea. Altri l’hanno in discussione. Che cosa c’è di anomalo? L’anomalia sta nel fatto che queste restrizioni sono fortemente lesive della libertà di ricerca e mettono i ricercatori italiani in grado di non collaborare con gli stranieri perché loro possono fare delle cose che noi qui non possiamo fare. E a causa di questo c’è anche una forte diminuzione della nostra capacità di accedere insieme agli altri ricercatori ai fondi che sono a disposizione per la ricerca scientifica in europa. In particolare ci sono 3 aspetti che sono gravemente lesivi. Il primo, la richiesta che qualsiasi esperimento debba essere fatto in anestesia. Una richiesta che è insensata, perché per molti tipi di trattamento l’anestesia non è affatto necessaria. L’iniezione di un farmaco in un animale non richiede l’anestesia come d’altra parte non ci si sogna di usare l’anestesia quando si deve iniettare qualsiasi farmaco a qualsiasi paziente. La cosa ancora più grave è rappresentata da una selettiva inibizione di certi tipi di ricerca. 

Appunto, per esempio non si vuole permettere lo studio degli eterotrapianti, cioè lo studio di trapianti di organi e di tessuti da una specie animale a un’altra specie. Ma questo  oltre che essere molto grave perché impedisce tutta una serie di conoscenze sugli aspetti immunitari fra le specie, non permette di fare ricerche che sono oggi all’avanguardia, perché per esempio oggi per capire qual è il comportamento di un tumore facciamo dei trapianti di questo tumore in topi che hanno perso la loro capacità di rispondere dal punto di vista immunitario. E quindi questi tumori umani possono crescere nei topi e si può studiare il loro comportamento, si può vedere quali sono le loro caratteristiche, si può saggiare qual è la sensibilità ai farmaci e si possono studiare nuovi farmaci e inoltre si può pensare che in futuro queste tecniche possano servire per costruire una terapia personalizzata che è un po’ il sogno della medicina. 

La terza cosa che non va è che anche qui selettivamente sono state sviluppate delle proibizioni per studiare le droghe negli animali da esperimento. E questo è tanto più grave considerando che siamo in un periodo in cui c’è un grande fiorire di droghe che vengono utilizzate per vari scopi, di droghe di cui non sappiamo nulla, le cosiddette smart drugs. Sono prodotti che dovremmo studiare in grande dettaglio negli animali da esperimento e per cui invece esiste una proibizione da parte della legge. Fortunatamente questa legge non è ancora esecutiva ma è una legge delega e quindi bisognerà che tutti insieme, se vogliamo salvare la povera ricerca italiana così frustrata dal disinteresse completo dello stato dovremo agire sul governo per fare in modo che queste forti restrizioni siano in qualche modo eliminate. 

E’ molto strano che ci sia questa reazione nei confronti della sperimentazione animale e che vi sia soprattutto la tendenza a voler giustificarle attraverso argomentazioni che sono di fatto pseudoscientifiche. Il 99% credo dei ricercatori che si occupano di questi problemi medici è a favore della sperimentazione. Come sempre ci può essere qualche originale che la pensa in maniera differente ma costituisce una grandissima minoranza. 

Che cosa propongono? Sostanzialmente quando si parla di tecniche innovative da parte degli oppositori della sperimentazione animale, si parla di colture in vitro e si dice perché’ non usare le cellule umane coltivate in vitro? Cosa che noi facciamo tutti i giorni ma che non possiamo considerare alternative, sono tecniche complementari. Non potranno mai esserlo, perché basta pensare alla semplificazione estrema di una situazione in cui abbiamo delle cellule in un recipiente rispetto alla complessità di qualsiasi organismo vivente. Se, come dicono gli oppositori, gli animali non sono uomo, ancora di meno lo saranno poche cellule coltivate in vitro. Quindi c’è una forte irrazionalità da questo punto di vista. Una irrazionalità però che assume forme violente, perché i fatti di Sarzana e anche altri tipi di contestazione, addirittura la devastazione di laboratori con gravi danni è qualcosa che è accaduto e continua ad accadere. Credo che anche qui ci debba essere una forte reazione, perché bisogna dichiarare chiaramente che questi sono metodi fascisti che non possiamo accettare e che non possiamo assolutamente tollerare. Non si può chiudere la bocca agli altri solo perché la pensano in modo diverso attraverso la violenza.

E i fatti di Sarzana sono un tipico esempio di questa violenza che per fortuna si è conclusa in modo molto felice grazie al fatto che le 800 persone presenti hanno manifestato tutta la loro solidarietà e l’interesse per la conferenza che era stata messa in discussione. 

Questa mentalità antiscientifica la vediamo anche da molti altri punti di vista, basti pensare all’ostruzionismo, agli ogm, che fatto così in blocco è assolutamente irrazionale. Basti pensare a tutte le recenti storie che riguardano il metodo stamina. Un metodo che non ha nessuna base scientifica, che non ha nessun diritto di cittadinanza nella terapia, che è sicuramente pericoloso, perché anche studi recenti indicano la possibilità che le cellule staminali possano trasformarsi in cellule tumorali, che però il parlamento ha in qualche modo accettato attraverso la richiesta di una sperimentazione per cui sono stati stanziati più di 3 milioni di euro per i costi di questa sperimentazione. 

Notasi fra parentesi che non si trovano 4 milioni per non far pagare l’imu agli enti di ricerca, ma se ne trovano più o meno la stessa cifra per fare una sperimentazione che è priva di qualsiasi fondamento etico.

Quindi l’insieme di queste cose dice che abbiamo grossi problemi in Italia, che delle minoranze fortemente vocali riescono ad avere il sopravvento sulla razionalità e sui diritti della ricerca a essere tutelata, perché non esiste progresso senza ricerca, non esiste innovazione e non esiste attraverso l’innovazione neanche la possibilità di realizzare tecnologie e prodotti ad alto valore aggiunto di cui abbiamo grande bisogno se vogliamo superare la crisi. 

 Questi sono un po’ alcune considerazioni che avrei fatto con voi. Desidero ringraziarvi in modo molto caloroso, sicuri che l’associazione Coscioni continuerà a sostenere le buone ragioni della ricerca scientifica. Grazie. 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.