Intervento di Salvatore Cimmino per il X Congresso Coscioni

Salvatore Cimmino

Premetto che non sono un tecnico, sono una persona con disabilità e attraverso la mia esperienza di vita, attraverso la mia esperienza di persona con disabilità cerco di portare un contributo spero che possa essere utile. Prima quando l’ho interrotta su un argomento che non mi innervosisce ma mi lascia molto perplesso, sul tema disabilità chi ci dovrebbe mettere becco è la parte medicale invece è subordinato alla scelta di altri mondi. E parlo con cognizione di causa, il medico, l’ortopedico che ti deve autentificare una certificazione di una protesi non è tema sua ma è tema dell’officina ortopedica. Detto questo io conduco una battaglia da qualche anno attraverso il nuoto di fondo, sono un nuotatore di fondo, dove cerco di fare leggere queste mie nuotate come un ponte,  un ponte che vuole unire umilmente con i miei umilissimi strumenti perché mi autofinanzio in questa mia avventura di avvicinare il mondo della disabilità al mondo civile coinvolgendo, facendo convergere quelle realtà che in sinergia possono concorrere a tracciare una strada che porta all’indipendenza della persona con disabilità. Chi sono queste realtà? I centri ricerca, le università, la medicina e anche un’altra realtà di cui non si parla mai, quella realtà industriale, la robotica, per esempio la società per la quale lavoro e che cerco di coinvolgere. Ultimamente un mio collega che presiede il dipartimento della robotica lavoro in Selex una società di Finmeccanica, siamo stati insieme all’istituto di Montecatone e li ho fatti confrontare, mi immagino qualche volta di portare a disposizione di questo mondo le nostre capacità e attraverso questo confronto sono uscite fuori cose che non potete neanche immaginare. Sono usciti fuori risultati che hanno dell’incredibile dove non parlava solo il medico ma soprattutto il tetraplegico che si confrontava con Davide questo mio collega, direttore della robotica dove insieme praticamente hanno definito quelli che potrebbero essere gli strumenti per portare all’autonomia, all’indipendenza di questa persona nonostante una disabilità gravissima. Questa è la mia lotta. Voglio fare anche un esempio pratico, negli ultimi tempi sono riusciti a sviluppare i centri di ricerca, parlo della Darpa che se lo può permettere, è il più all’avanguardia anche perché è finanziato dal ministero della difesa americano, ogni tanto qualche ex presidente si fa fotografare con un biamputato con protesi, il mio sogno sarebbe l’industria che attraverso il know how li mettesse a disposizione di tutti noi. Vi stavo portando anche questo esempio, ho avuto la fortuna durante questo mio percorso di incontrare personaggi che concretamente quotidianamente tracciano in autonomia questa strada che porterebbe all’indipendenza delle persone con disabilità. Per esempio al mio carissimo amico hug gher, un mio coetaneo dove ha sviluppato cose incredibili, la caviglia bionica, sono stato al suo start up, ho fatto una delle tappe del giro del mondo, sono stato a Boston, l’ho percorsa a nuoto, ho fatto 30 km in acque gelide, questo ha voluto dire che ce la possiamo fare, si rischia la vita, qualche volta ho rischiato la vita, ma solo attraverso imprese del genere puoi fare aprire gli occhi e le coscienze delle persone. Quando mi ha fatto provare questa caviglia dopo 40 anni mi sembra di avere messo di nuovo il mio piede a terra. Spero che il mio contributo sarà utile, con il vostro aiuto costruire insieme ad aggiungere altri elementi che possono realizzare tutto questo perché io capisco la signora Agati che apprezzo, ho sentito tante interviste sue, come tanti voi quando si parla di questa realtà del tema disabilità nel nostro paese sembriamo parlare di una nazione che non esiste. Non voglio neanche dire Africa perché amo l’Africa, ci vado spesso, dove le persone non hanno neanche la stampella, sono definiti uomo serpente, camminano con il culo per terra. Per cui veramente io sto qui perché con forza vi chiedo questo perché si può fare, e scusate praticamente quando si parla del tema disabilità nel nostro paese veramente facciamo pena, dove c’è una zona grigia che non si sa praticamente come definirla se è gestita dalla mafia, da una realtà praticamente del genere. Qualche cosa che ha dell’incredibile. Dove si vendono non lo so sedie a rotelle per protesi per arti transfemorali, etc.. Dove non si capisce cosa si acquista e cosa non si acquista. Questo era il mio contributo, penso di non essere arrivato a 6-7 minuti, spero di essere stato utile e spero che la mia esperienza sia servita a qualcosa.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.