Intervento di Mirella Parachini per il X Congresso Coscioni

Mirella Parachini

Grazie Marco, volevo solo aggiungere a questa serie di dolentissime note che fanno veramente ogni volta accapponare la pelle. Io ringrazio l’intervento con cui abbiamo iniziato questo congresso forse su questa tematica degli ospedali psichiatrici giudiziari personalmente non mi ero mai interessata in modo particolare e mi sono resa conto che e’ un tassello da mettere all’interno di questo terribile mosaico del nostro paese. E ne vorrei aggiungere uno che chi sa di che cosa mi occupo sa bene che è un mio chiodo fisso, ma che secondo me rappresenta anche questo un emblema dell’impossibilita’ di questo paese di stare vicino a tutto quello che avviene dal mondo della scienza, della tecnologia e della medicina. E parlo di una cosa semplicissima per la quale ci stiamo battendo da anni. Qui c’è Silvio Viale che e’ stato il primo in Italia a introdurre la sperimentazione sull’aborto farmacologico. C’è il nostro oratore che ha parlato dello scandaloso e macabro ritardo nell’aggiornamento del nomenclatore. Credo che questa parola è proprio abbastanza azzeccata. E’ macabro il modo con cui i nostri governanti continuano a mantenere una procedura medica che è quella di costringere le donne che scelgono nel nostro paese di interrompere la gravidanza soltanto attraverso il metodo chirurgico in nome di una presunta protezione verso la banalizzazione dell’evento, della procedura, se avvenisse con il metodo farmacologico. E’ inaudito. Io faccio sempre questo esempio, perché ci deve far riflettere, se noi portassimo in un altro campo la stessa logica che inspira la resistenza all’aborto farmacologico, per esempio nel trattamento dell’ulcera gastrica. Voi sapete che l’ulcera gastrica per molti anni portava alla perforazione e delle emorragie molto importanti che venivano trattate con il metodo chirurgico. A un certo punto hanno trovato i cosiddetti farmaci inibitori della pompa che ha permesso di prevenire e di curare questa malattia attraverso un metodo farmacologico. Ebbene, immaginatevi che in un paese si fosse detto: no, il metodo chirurgico è meglio del metodo farmacologico. E’ esattamente quello che hanno fatto i nostri amministratori di salute nei confronti delle donne che richiedono di interrompere volontariamente la gravidanza nel nostro paese. Se ci si pensa è inaudito e dobbiamo smettere di rappresentare noi delle istanze di situazioni in cui quando le persone quando ci si trovano dicono: ma io non pensavo. Perché quotidianamente chi si trova con la disabilità, chi con la sperimentazione, chi con la ricerca scientifica, chi con i progressi della medicina, chi con tutte.. La fecondazione assistita, si rende conto del macabro ritardo del nostro paese solo quando ci si trova. Allora le persone come Luca, le persone come Piergiorgio sono state quelle che ci hanno coinvolto anche quando non ci trovavamo noi in quella situazione. Io credo che quindi l’associazione da questo punto di vista deve continuare. E permettetemi un rapidissimo ricordo, perché venendo in questo bellissimo palazzo ho avuto un flashback e mi sono ricordata di un pranzo con Maurizio Provenza, che era un nostro compagno di Salerno, anzi non di Salerno, ma di Pisciotta, che aveva partecipato appunto a un congresso e che aveva rappresentato uno stimolo alla riflessione in particolare in ordine alla tematica antiproibizionista e all’uso terapeutico della cannabis, così come vorrei ricordare in questo congresso, perché è il primo congresso in cui non è con noi Escuderi, meno male che te l’avevo detto che la volevo ricordare, perché credo che sono delle persone che ci sono state vicine, che ci sono ancora vicine, che veramente hanno fatto della loro malattia, della loro disabilità l’occasione, perché loro ci si trovavano, per ampliare il coinvolgimento anche in chi non ci si trova. E noi dobbiamo continuare in questo compito. Buon lavoro.  

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.