Intervento di Michele De Luca per il X Congresso Coscioni

Michele De Luca

Voglio partire da quello che hai detto all’inizio sulla perplessità che qualcuno ha avuto della storia stamina, lì sotto c’è scritto per la libertà della ricerca scientifica. Libertà di che cosa? Di scegliere, libertà di ricercare significa conoscere, quindi la libertà si fonda sulla conoscenza, noi di stamina non sappiamo nulla se non che una associazione di ciarlatani che ovviamente mantengono o vogliono mantenere le loro attività segrete come tipicamente succede con i ciarlatani. Attenzione però, perché la storia stamina non sembra strettamente legata alla sperimentazione clinica animale che se vogliamo dal punto di vista generale della ricerca scientifica può essere addirittura più catastrofica della storia stamina. In un video registrato presso i giovani di 5 stelle Vannoni, presidente della stamina Foundation, un paio di giorni fa in un paio di ore ha condensato tutta la filosofia della stamina. Io ho sentito alcune cose quasi divertenti, sorvolo sul fatto della possibilità, continuamente si rilancia la possibilità di trattare non più 200 patologie ma molte di più, non più 25 mila pazienti ma siamo sui 4 milioni di pazienti che vuole trattare per tutte le patologie, curerà il 90% di tutte le patologie dell’uomo solo con il suo metodo rivoluzionando completamente la medicina. Quindi credo che abbia forse bisogno di aiuto quest’uomo. Sorvolo anche sul fatto che però da non sottovalutare che ha più volte riportato i rapporti che lui ha avuto con i nostri enti istituzionali e la delusione che ha espresso sul fatto che non sia passato quel famoso decreto Balduzzi, legge Balduzzi che avrebbe legittimato questi costi micidiali per il sistema sanitario nazionale e che lui stesso ha formalmente detto, peccato perché tutti questi costi di non terapia sarebbero stati tutti a carico del servizio sanitario nazionale. Sorvolo anche su questo. Faccio presente che noi in campo scientifico-medico che abbiamo fatto modo che l’età media arrivasse da 30 anni a 84 non abbiamo capito niente perché stamina usa un metodo di ricerca biomedica induttiva anziché deduttiva che noi usiamo. Io l’ho capito poco però ho compreso quello che lui voleva dire con la sua spiegazione dopo. Ha detto: nel nostro metodo non è necessario utilizzare i canali delle varie sperimentazioni di ricerche di base di fase uno, due e tre, e non serve utilizzare gli animali per la sperimentazione perché non dobbiamo dedurre nessuna forma di terapia da quello che abbiamo studiato in laboratorio ma lo andiamo a provare direttamente sui bambini, lo ha detto. Quindi non a caso in questo video ma anche in altre circostanze stamina e’ assolutamente favorevole a questa ennesima legge o proposta di legge, non capisco bene la differenza, sull’abolizione della sperimentazione animale perché va esattamente in questa direzione. Quindi abbiamo una comunione di interessi fra una situazione di proposizione di stamina e di sperimentazione animale. Qualcuno si sta rendendo conto che stiamo proteggendo un topo e utilizzando un bambino raro, con una malattia rara che dovrebbe essere protetto molto di più che uno come me per fare sperimentazione clinica? Neanche per fare sperimentazione clinica perché non la vogliono fare ma per fare quello che uno vuole fare. E’ una cosa abbastanza incredibile per me. Io ho aperto l’altro giorno a Firenze un meeting regionale della società internazionale delle cellule staminali alla quale appartengo ovviamente aprendo il discorso sulla storia stamina perché me lo hanno chiesto. Tra parentesi questa storia non danneggia soltanto i pazienti, non danneggia il servizio sanitario nazionale ma tutta la ricerca sulle cellule staminali che ne viene danneggiata, non solo la buona ricerca che c’e’ e che viene fatta sulle mesenchimali, ne parleremo oggi pomeriggio, ma tutta la ricerca viene danneggiata da questa storia. Ho aperto il congresso di Firenze facendo ben presente e cercando di difendere il mio paese, dicendo che la storia stamina non e’ una storia italiana. Abbiamo avuto altri esempi di stamina in giro per il mondo, la xl in Germania, un’altra negli Stati Uniti che e’ scappata in Messico e vanno in Messico per farsi iniettare le cellule. Quello che non hanno capito i miei colleghi è proprio questo, le discussioni con loro le abbiamo avute. Quello che mi hanno continuato a chiedere è com’è possibile che questa cosa sia arrivata in questo paese a questo livello, com’è possibile che sia stato fatto un decreto Balduzzi pro-stamina, com’è che una campagna mediatica tipo quella delle iene abbia messo in ginocchio un paese e le sue istituzioni? Probabilmente è lì’ anche il problema. Un problema di debolezza istituzionale che ha fatto diventare e sta facendo diventare il caso stamina un problema politico reale vero e proprio che va gestito. Quindi la storia stamina non è il fatto di prendere posizione, tra virgolette, contro stamina, non è contro la libertà della ricerca scientifica perché stamina assieme alla legge sulla sperimentazione clinica animale badate bene è un tasto violentissimo che c’è in questo paese alla libertà della ricerca scientifica che deve essere basata su criteri che sono definiti accettabili della comunità scientifica e dimostrabili per tutto per la sicurezza e l’efficacia. L’intervento di Anita da questo punto di vista è stato fantastico, ti faccio i complimenti. Trasparenza, quindi, allora quello che mi è stato chiesto dai miei colleghi internazionali quando hanno voluto che raccontassi meglio la storia di stamina è: ma perché quindi una sperimentazione? Lo stava dicendo prima Garattini. Io qua voglio spezzare una lancia a favore del ministro attuale perché dobbiamo sempre ricordarci che questa storia é nata da un decreto Balduzzi e bisogna capire com’è nata, quali sono i canali che hanno portato stamina a essere coperta in questo modo, fino ad avere una legge che sembrava fatta su misura per lei, il ministro si è trovato a gestire quella situazione e io continuo a dire che onestamente probabilmente non si poteva fare altrimenti. Adesso però credo che a fronte di quello che si è deciso a fronte del fatto che ci sia stato un finanziamento pubblico su questa vicenda davanti al fatto che stamina si rifiuta di trattare i pazienti che sono stati oggetto della sua prima campagna mediatica che sono i pazienti sma1, davanti al fatto che lui dichiara pubblicamente al maratoneta e sulla stampa che il metodo che ha presentato al ministero non è quello che ha usato per tanti anni perché lui un metodo non ce l’ha e lo ha dichiarato pubblicamente. A questo punto credo che sia dovere del nostro ministro rendere pubblica tutta questa cosa, rendere pubblico sia questo metodo famoso che nessuno conosce e probabilmente perché non c’é e rendere pubblica la relazione che la commissione scientifica ha fatto su questo metodo. Anche perché bisogna dare in qualche modo un’altra arma a un’altra anomalia di questa storia, la questione dei giudici che forse e’ più grava di quella media, siamo andati a riprendere con Stefania Bettinelli una vecchia sentenza del tribunale di Trieste sul caso Di Bella del 1999 sulla base di quella sentenza del giudice scoppiò sostanzialmente il caso Di Bella. Io l’ho letta quella sentenza e il fatto che la terapia Di Bella avesse determinato un miglioramento della situazione del cancro di quel paziente è scritto nero su bianco lo ha stabilito de visu il giudice, quella sentenza viene portata da tutti gli avvocati stamina in questo momento per avere l’approvazione. Quindi giusto il fatto che non si farà più e non si dovrebbe più fare la sperimentazione perché deve essere fermata, però le motivazioni e quello che ci sta dietro questa roba qui deve essere reso pubblico per dare modo a tutta la popolazione visto che è stata coinvolta tutta la popolazione di questo paese non solo quella scientifica, deve essere edotta di quello che è successo. Ne parleremo forse in maniera più puntuale oggi pomeriggio per il momento mi fermo qua.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.