Solo brevemente per aggiornare la situazione, ora su cosa sia l’assistenza sessuale , a parte lui che lo ha già accennato, ne ho parlato anche io stamattina, non so se c’eravate ad ascoltarmi ma non mi ripeto. Era interessante quello che ha detto lui sul fatto del perché in Italia non si segue una cosa che a livello europeo mondiale è già stato in qualche modo detto, quindi che la sessualità è un diritto, etc.. Qui c’è comunque una problematica soprattutto a livello legale che è quella della prostituzione, cioè è inutile girarci intorno il problema di istituire una figura come l’assistente sessuale è quella che viene associata alla prostituzione in qualche modo. Da una parte può essere un problema solo a livello culturale quindi noi che vogliamo portare questa figura ce ne possiamo anche fregare, a me interesserebbe solo che questa figura possa esistere, però subentrano situazioni per cui legalmente questa linea sottile, molto sottile che lega che può unirlo alla prostituzione diventa il problema più grave perché in realtà una persona può anche decidere da sola di andare da un disabile e aiutarlo a vivere la sessualità e anche a essere pagata non credo che sia illegale questo, illegale sicuramente è l’induzione, cioè io che creo magari un comitato come quello che ho e metto in comunicazione la domanda e l’offerta, ora la faccio molto semplice, non vanno in galera loro ma ci vado io. Il problema più grosso è questa associazione alla prostituzione. Quello che stiamo facendo sono da una parte sicuramente stiamo seguendo l’aspetto legale, quindi dobbiamo avere delle informazioni che ci permettono di comprendere se possa esistere un qualche modo per far sì che questa figura sia a livello istituzionale possibile senza che insorga in questioni così legali che potrebbero essere anche altre tipo anche le famiglie che potrebbero in qualche modo se va male magari il giorno dopo il disabile spacca un vaso e dicono: è stata tutta colpa dell’assistente e va in galera. Le problematiche più grosse sono a livello legale. Noi stiamo andando avanti con qualche avvocato, se ce ne sono altri che conoscete è meglio e poi a livello politico perché no. Oggi dopo di me ha parlato Sergio Lo Giudice, infatti mi sono chiesto se mi aveva sentito e mi ha già contattato per dirmi di tentare un dialogo per fare una proposta di legge in tal senso. Negli altri paesi è più semplice, la prostituzione è regolamentata, l’associazione fa dei corsi, ci sono corsi che durano più di un anno e mezzo non sono persone che dicono: io voglio fare l’assistente si svegliano la mattina e lo fanno, ci sono corsi seri e approfonditi sia per capire se la persona lo può fare perché se magari ha delle turbe o è un deviato oppure è un sadomaso o chissà cosa. Si rischia di fare più danni che altro. Poi anche per preparare la persona perché si va a entrare in un contesto che a livello psicologico é molto complesso, ci sono anche psicologi all’interno dei corsi, dei medici perché ogni disabilità ha delle disfunzioni o comunque delle possibilità diverse anche a livello sessuale. Devono capire come un paraplegico come ha l’eccitazione, è una cosa fatta seriamente, loro lo possono fare, organizzano corsi privatamente, chi vuole farlo paga il corso. Quando ho chiesto a uno degli assistenti sessuali in Svizzera ho detto: come siete inquadrati? Prostituti. Loro non si offendono e lo fanno tranquillamente, per loro non e’ un problema. In Italia, sono uno che vorrebbe sempre migliorare anche ciò che già in Europa è buono, vorrei invece qualcosa in più, ma ho bisogno di molte persone che mi aiutino in questo, che si occupano di varie cose dall’avvocato al giurista al politico e vorrei che questa figura fosse riconosciuta proprio come terapista. Questo vorrei, un qualcosa in più. Chiudo un attimo, questo è il punto in cui siamo arrivati noi. Chiudo questa parentesi e due minuti volevo dire una cosa, volevo cogliere l’occasione di parlare un attimino delle barriere architettoniche, per porre una domanda, qualche giorno fa sono stato, ho incontrato Matteo Lepore assessore di Bologna e abbiamo fatto una lunga chiacchierata perché io per una serie di motivazioni sono una persona molto conosciuta e a livello mediatico ho qualche, tra virgolette, potere, se dico una cosa va a finire sui giornali in televisione, non lo faccio spesso però ogni tanto devo farlo perché altrimenti nessuno ti ascolta. Quindi è capitato alcune situazioni di negozi, uno dei problemi più grandi perché a Bologna ma anche in altre città i negozi sono quasi tutti con scalini è capitato alcune situazioni, questo negozio in via Marconi un negozio che vende alimenti che ha fatto, è stato rinnovato e non ha messo nessun scivolo, nonostante sia stata fatta una ristrutturazione. Io sono passato di lì ho visto questa situazione, ho fatto un po’ di foto, video, ho messo sul giornale. Mi ha chiamato Matteo. Ha chiamato loro e loro hanno detto: siamo in regola perché abbiamo una pedana. Hanno una pedana manuale che quando c’e’ bisogno la portano fuori. A parte questo che poi chiederò se è vero se sono in regola oppure no, ho detto ma io che sono disabile come faccio a sapere che hai una pedana? Ci devi mettere un cartello che me lo faccia sapere e anche se lo so come faccio a chiamarti? Urlo fuori pedana pedana. Dopo qualche giorno ci passo e hanno stampato due fogli in bianco e nero in cui dicevano c’e’ la pedana interna. Ma ancora non c’era il campanello, allora l’altro giorno mi ha detto: hanno messo il campanello ma loro non erano obbligati a farlo. Insieme a loro c’erano 3 controllori edili, si chiamano, il campanello c’è, non c’è la scritta a cosa serve il campanello, mi sono chiesto è vera questa cosa, hanno ristrutturato il fondo non potevano farci lo scivolo interno, cioè abbattendo lo scalino che è basso, sarà 10 centimetri, lo abbattono e fanno uno scivolo interno, uno dei controllori mi ha detto: dipende perché non si possono a fare queste modifiche interne perché potrebbe crollare. Io non me ne intendo sinceramente però a parte questo, la mia domanda è questa: nel momento in cui c’e’ una ristrutturazione allora ci sono delle leggi anti barriere architettoniche, una cosa l’abbiamo capita, non funzionano perché ci sono troppe escamotage per uscirne fuori. Insomma le leggi sulle barriere hanno un problema, perché se funzionassero, mi sembra la legge 104 e’ del 92, a quest’ora dovrei trovare scivoli ovunque. Non è così. Abbiamo capito che non funzionano e bisogna in qualche modo per farle funzionare. Non si può lavorare sul fondo perché magari ci sono delle motivazioni. Ogni volta che apre o un negozio nuovo in teoria dovresti costringere il negoziante a diventare accessibile. Considerando che i negozi chiudono ogni 6 mesi, ogni anno, nel giro di pochi anni avremmo negozi accessibili.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.