Buongiorno a tutti
Sono Marco Ciccolella, un fotografo con un esposizione sulle paralimpiadi di Londra 2012 al piano di sopra. Ringrazio l’associazione Luca Coscioni per averci dato questa possibilità di farci conoscere al suo pubblico. Io faccio parte di un’associazione di fotografi “NESSUNO[press]” trovate tutte le informazioni sul sito internet www.nessunopress.it. Ci occupiamo di fotografie di reportage, il nostro obiettivo è raccontare storie, non solo fare solo belle immagini. Ci occupiamo anche di fotografia sportiva per disabili o come dicono nel mondo anglosassone fotografia sportiva per tutte le abilità. Questo perché ogni persona ogni tipologia di sport, ogni specialità ha la propria abilità. Vogliamo raccontare questo, vogliamo raccontare come attraverso l’allenamento, le difficoltà o attraverso il superamento delle situazioni estremamente difficili una persona possa rafforzarsi nell’animo e nel carattere per raggiungere i propri obiettivi.
Questo è ciò che vogliamo raccontare con le nostre immagini. Descrivere come lo sport possa essere utilizzato anche come riscatto sociale perché quando noi vediamo questi ragazzi che si allenano, partecipano a competizioni, quando vediamo questi ragazzi che in 5 minuti o 20 secondi usano tutte le proprie capacità, vedo gli anni precedenti in cui si sono impegnati quotidianamente nell’allenamento, in cui hanno potuto rapportarsi con altre persone. Spesso lo sport è l’unico modo che ha una persona disabile per avere una vita sociale, esce, conosce altre persone e si scontra anche fisicamente con altre realtà e altre idee.
Questo vogliamo raccontare con le nostre immagini, come lo sport possa essere un mezzo per non tenere le persone chiuse in casa, dargli del poverino, avere paura di metterle a confronto con il mondo.
Quando abbiamo fatto il libro sulle paralimpiadi di Londra 2012 abbiamo chiesto ai vari atleti di darci una frase da inserire e una ragazza che si occupa di rugby su carrozzina ci ha scritto: dopo che mi sono rotta l’osso del collo che paura devo avere?
Quando una persona ha un obiettivo, vuole raggiungere qualcosa, l’unica difficoltà è se stessa. Questo nello sport si vede, nelle paralimpiadi si vede a livello estremo perché é la festa, é il culmine. Gli atleti hanno raggiunto un livello estremo di eccellenza. Ci accorgiamo nei piccoli eventi di nuoto che seguiamo nella nostra città per disabili mentali e relazionali, quando vediamo un ragazzo autistico che gareggia ed è fisicamente preparato, ci accorgiamo che questa persona che non ha capacità di relazione col mondo, ma è lì in mezzo agli altri e lo vive a suo modo. Io ho difficoltà a relazionarmi con questi ragazzi perché devo ancora imparare, però lui è lì in mezzo agli altri, non è da solo, non è in una stanza a guardare la televisione o davanti al computer, la relazione tra persone e le difficoltà superate è quello che vogliamo raccontare con le nostre immagini.
Ho fatto un po’ di confusioni con le parole ma vi ringrazio tutti.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.