Intervento di Gilberto Corbellini per il X Congresso Coscioni

Gilberto Corbellini

Ci tenevo a fare un commento all’intervento di Spadaccia di ieri sera e poi a questo punto anche a quello di Bandinelli. Mi sono iscritto dall’inizio alla Coscioni, ho accettato l’invito di Luca di aderire alla Coscioni 11 anni fa perché dalla lettera che Luca mi scrisse capii che avevo a che fare con un ricercatore che aveva maturato quegli interessi politici e che aveva capito chiaramente che la libertà della scienza e le libertà politiche ed economiche sostanzialmente  coincidono e forse era il caso di analizzare meglio quali potessero essere le relazioni e che questa analisi andasse portata anche nel contesto di un dibattito culturale e pubblico di carattere nazionale. In buona sostanza a me era parso 11 anni fa e poi anche per questo ho fatto per un po’ di anni il co-presidente della Luca Coscioni che Luca avesse capito e aveva capito chiaramente lo si può constatare leggendo il suo intervento al primo congresso mondiale per la libertà di ricerca scientifica che se si voleva rifondare o rilanciare una battaglia laica in questo paese la si poteva incardinare solo sulla conoscenza in generale non scientifica, ma comunque all’interno della conoscenza in generale la conoscenza scientifica, userò questa parola che mi e’ stata attribuita da Paolo Statuto, particolare che non e’ proprio mia, e’ un’espressione abbastanza consueta nel linguaggio filosofico ed epistemiologico, che stonasse un po’ con un’ispirazione ispirata a un relativismo culturale. Quindi fatta questa premessa correggo anche una informazione che non e’ però responsabilità di Mirella ieri io ho detto Alemanno come primo responsabile della tragedia degli ogm, in realtà fu Pecoraro Scanio il primo responsabile, ma comunque bastava fare solo una piccola inversione, hanno fatto sostanzialmente le stesse cose. Così come volevo dire che io ieri ho seguito l’intervento sugli ospedali psichiatrici giudiziari, e’ un problema serio, e’ un problema molto grave. E’ un problema che va comunque anche gestito non buttando il bambino con l’acqua sporca, cioè perché se noi ci scandalizziamo per il fatto che gli animalisti presentano spot in cui fanno vedere animali torturati e la chiamano vivisezione e la confondono con la sperimentazione, i drammi che vanno perseguiti penalmente all’interno di questi luoghi non deve significare che tutta una parte della psichiatria e della scienza delle malattie mentali venga buttata via perché indicata come strumento del potere, come mezzo di annullamento della persona, etc.. Come in alcuni ambiti della riflessione para psichiatrica si tende a fare. Detto questo voglio aggiungere una cosa, intervengo a commento dell’intervento di Gianfranco Spadaccia. Gianfranco si e’ fatto una domanda, ha ascoltato l’intervento, il video di Garattini e ha detto: della sperimentazione animale non se ne potrà mai fare a meno e lui si domanda: e’ vero, non e’ vero? Io ho un conflitto mio personale, ho fatto delle scelte culturali e morali e quindi vorrei capire come stanno le cose da questo punto di vista. Al di là di quello che dice Garattini che quando fa le battaglie sulle sperimentazioni fa molto il laico, ma in altre cose si comporta in maniera diversa, la questione e’ così, cioè il fatto e’ che e’ molto improbabile che noi riusciamo a riprodurre in tempi accettabili per capire alcuni meccanismi di funzionamento degli organismi viventi l’evoluzione biologica. Ci hanno messo alcuni miliardi di anni a fare  quei prodotti che oggi sono gli organismi viventi e quindi effettivamente io non mi aspetto che si riuscirà a costruire un modello artificiale di un cervello o anche di un cuore o anche di un fegato con delle cellule che abbiano tutte le caratteristiche delle cellule biologiche. Si possono fare tante cose ma bisogna mettersi il cuore in pace e decidere che si vuole comunque o che se si ritiene che lo sviluppo della conoscenza sia un valore nel rispetto di tutti quanti un punto di incontro lo si trovi e ci si renda conto che fare come si e’ fatto per quanto riguarda questa legge sulla sperimentazione animale comporterà delle conseguenze tragiche non solo per la ricerca e per i ricercatori che non potranno competere a livello internazionale, che ha progetti in corso e quindi dovrà rinegoziare tutto con la comunità europea perché una parte di questi progetti non li potrà portare avanti e si vedrà tagliare dei finanziamenti, ma i 10 milioni di malati che aspettano comunque un qualche tipo di risposta dalla ricerca su staminali e altri campi, dai ricercatori italiani da questo punto di vista se lo aspettano invano e se verrà da qual gruppo straniero la dovranno pagare più cara perché non e’ stata fatta in Italia e quindi non potrà godere di una serie di vantaggi che avrebbe potuto avere. Non sono solo i ricercatori a essere penalizzati, questo sarebbe il minimo, saranno i malati, scusate saranno anche le future generazioni, i figli, i bambini di domani perché su di noi e su tutti quanti, tranquillizzo Angiolo Bandinelli, su di noi pendono le malattie infettive, se vogliamo lasciare fare alla natura, tornare al biologico, torniamo ai tempi in cui si coltivava il mais e in cui l’aspettava di vita in zone come queste era circa la metà di quella che e’ oggi in cui effettivamente c’era la decrescita perché le persone si riempiono la bocca di decrescita ma non sanno cosa significa, e non si domandano a chi la propongono la decrescita. La decrescita se si propone a me, io a decurtare lo stipendio e mangiare di meno non ho problemi. Ma chi già’ oggi fa fatica ad arrivare a fine mese con lo stipendio, chi e’ costretto a fare la spesa al discount, se sono 8 milioni gli italiani che si possono permettere di consumare cibo biologico e mangiano regolarmente biologico ci sono altrettanti italiani e forse oggi di più che invece non possono andare a un ristorante della catena di slow food, e si devono accontentare di cibo che costa meno. Ho avuto recentemente uno scambio con l’intellettuale Michele Serra il quale fa la coltivazione biologica, ettari di lavanda, ma il problema che ho spiegato a Michele Serra e’ che la differenza tra la mia posizione in difesa degli ogm e la sua e anche la mia rispetto a quella di Angelo e’ che io non voglio che si vieti il biologico, a me sta benissimo, ognuno fa quello che gli pare, purché non faccia danni agli altri e possibilmente all’ambiente. Questo dovrebbe valere non solo per il biologico ma anche in altri campi, ognuno e’ libero di fare quello che vuole tranne che si producano danni. Nessuno va a denunciare i medici che curano con i prodotti omeopatici perché non contengono niente e danni non ne possono fare. Il discorso cambia se ci si sposta su stamina e altri. Basta che uno legga e non solo quelli che hanno un interesse economico particolare, com’e’ possibile che in questo paese Monsanto che ha un fatturato di 10 miliardi di euro sia considerato un pericolo per il paese per la libertà’ economica, non so quant’altro e invece coop invece sia un benefattore, secondo lo può’ essere Monsanto e coop un benefattore, sono imprese che producono e offrono beni che i cittadini liberamente sulla base delle conoscenze scelgono e sulla base di queste scelte si determineranno degli equilibri. Quindi gli ogm e la vicenda degli ogm in Italia e’ diventato un problema e può avere avuto connotati in cui le persone che difendono gli ogm si scaldano e assumono atteggiamenti mistici, io scienziati mistici non ne conosco io vorrei dire che sulla questione degli ogm quindi si tratta semplicemente di applicare delle regole di base che riguardano la libertà di ricerca e le metodologie di controllo sulla sicurezza e l’efficacia di certi modi di fare cibo, produrlo, venderlo, consumarlo, etc.. La differenza tra la mia posizione o di chi voglia ogm o che ritiene sia un diritto per i contadini coltivare sulla propria terra su terreni di propria proprietà, come dice la costituzione, le coltivazioni che sono più funzionali ai loro obiettivi economici, di guadagno, che questa cosa debba essere libera, i contadini devono potere coltivare quello che vogliono, stante che non siano dannosi, per gli ogm e’ stata portata una ulteriore analisi che dimostra che non ci sono danni. Nessuno vuole che la popolazione duplichi, esistono prove scientifiche, quanto meno dal punto di vista di osservazioni  che possono essere comparate tra di loro e quindi danno una indicazione abbastanza affidabile che la fertilità e la natalità nei paesi in via di sviluppo si riduce quando Le madri, le famiglie non vedono più morire i loro figli e che pensare di ridurre la natalità proponendo di abbassare ulteriormente o quanto meno proponendo di rinunciare a una crescita economica ai paesi in via di sviluppo e’ una fantasia che solo delle persone che non conoscono o non si documentano su fatti possono sostenere. Spadaccia e chiudo ha fatto una riflessione anche sulla figura del nuovo papa e e’ opportuno farla questa riflessione in un contesto radicale. Non voglio mettermi a fare politica e entrare in questioni di cui comunque leggo sui giornali .In ogni caso il partito radicale ha sempre contribuito a fornire al paese da quando esiste strumenti culturali per la laicizzazione di questa società che ha anche l’incidente di avere la chiesa cattolica piazzata geograficamente nel mezzo. Negli ultimi anni la chiesa cattolica ha sviluppato soprattutto una forte e incisiva politica sulla scienza, ha posizioni molto precise sulla fecondazione assistita, l’ha avuto da un certo momento in poi perché inizialmente c’era qualche incertezza, e’ nell’ambito della chiesa cattolica che non solo in Italia ma nella cultura religiosa ma anche negli Stati Uniti nasce la bioetica come la conosciamo oggi, perché quelli che hanno prodotto il pensiero bioetico che poi ha informato, ha istruito grande larga dell’agenda erano dei teologi, ha posizioni sulle staminali, sugli ogm, su tutte queste cose. Ho l’impressione che mentre la chiesa cattolica riesce a costruire queste posizioni con grande efficacia e incisività’ perché ha un pensiero forte, tra virgolette, alla base, sul fronte laico, si può parlare di laiche intese, sul fronte laico c’e’ una dispersione generalizzata, alimentata dal relativismo culturale e io penso che se i referenti o comunque coloro che in questo paese sentono di essere interlocutori intellettuali della chiesa e del pensiero religioso sono Scalfari e gli intellettuali di Repubblica, nell’ambito della sinistra ugualmente, e quindi io ritorno a dire che forse se uno guarda con occhi un po’ diversi alla scienza come strumento culturale e conoscitivo forse di laiche intese difficilmente si potrà parlare. Marco nel suo intervento sull’ultima newsletter dell’associazione cultura ha fatto un richiamo all’origine del sistema dei diritti occidentali da cui e’ venuta la concezione stessa dello stato di diritto e siamo a metà del tredicesimo secolo. Secondo me lui si e’ dimenticato una cosa, che passano circa 400 anni e secondo me passano 400 anni perché nel frattempo qualcosa succede in Europa. Quello che succede e’ la rivoluzione scientifica. Chiudo davvero, e’ nel contesto della rivoluzione scientifica, della gloriosa rivoluzione che accade alla metà del XVII secolo in Gran Bretagna in cui sedevano e facevano politica figure come Newton che cominciano a essere istruite e costruite le caratteristiche di una concezione dello stato di diritto che e’ quella che poi verrà ripresa dai principali filosofi e intellettuali che verrà portato nel pensiero liberaldemocratico occidentale. Figure come Adams negli stati uniti che scrivono la dichiarazione di indipendenza, si ispirano alla struttura epistemiologica del pensiero, nell’ambito della cultura umanistica ispirata dal relativismo culturale tutto questo e’ stato dimenticato e speriamo che non produca qualche danno. Grazie. 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.