Intervento di Gianfranco Spadaccia per il X Congresso Coscioni

Gianfranco Spadaccia

Parlerò, toccherò solo 3 punti nel mio intervento. Il primo riguarda la parte della relazione che Filomena Gallo ha riservato a quella enorme novità che è rappresentata dall’entrata in scena nella vita della chiesa al vertice della chiesa da papa Francesco. Vorrei soltanto aggiungere qualcosa alle considerazioni di Filomena. Credo, infatti, che se non si può ignorare la forza dirompente che il messaggio di Francesco ha avuto sul piano pastorale almeno riprendendo in continuità con il concilio una linea che sembrava interrotta da Giovanni XXIII a Giovanni Paolo I e II e oggi riprende ed era stata interrotta da un paio di papi. Vorrei però dire che secondo me ha ragione nel suo editoriale sulla stampa dell’altro giorno Gianna Enrico Rusconi nel dire che il dibattito che alcuni laici che hanno avuto il privilegio di sollecitare una lettera del papa, mi riferisco in particolare a Scalfari, ma anche agli altri che si sono aggiunti nei commenti e nelle risposte al papa e nell’interlocuzione al papa. A me sembra, credo che abbia ragione Rusconi nel dire che non si può ingabbiare questo dialogo fra il papa e questi laici nella dicotomia fra le categorie credenti non credenti, fede ragione, laici cattolici, perché i temi trattati da Bergoglio sono esplosivi di ciascuna di queste categorie, come poi nella nostra vita sappiamo perché sappiamo benissimo che la distinzione su alcune soluzioni anche legislative che drammaticamente coinvolgono la coscienza della gente e la condizione umana delle persone passano attraverso la condizione di credenti e non credenti o di credenti in altro, i diversamente credenti. Prosegue Rusconi, il pontificato di Francesco sembra annunciare la fine della stagione dello scontro sui valori non negoziabili delle identità esibite collettivamente in positive della reciproca negazione della legittimità morale e intellettuale di posizioni di fatto incompatibili che hanno creato seri problemi di convivenza civile istituzionale. Ma la nuova stagione diventa davvero innovativa se intellettualmente solida e porta dai temi che sono rimasti sospesi, natura umana, famiglia etc.. A fare un salto in avanti perché sono questi i temi che danno sostanza ai buoni sentimenti e danno vigore a una nuova convivenza fra cittadini. La laicità, infatti, non e’ uno stato dell’anima, o una opzione personale, e’ lo statuto della cittadinanza. Rusconi ricorda che Bergoglio ha sfiorato in alcuni passaggi questo problema nella lettera a repubblica quando ha dato assoluta centralità alla coscienza, quando ha parlato di verità come relazione, ciascuno di noi la coglie la verità e la esprime a partire da sè, dalla sua storia e cultura e dalla situazione in cui vive.

E’ qui che occorreva fare un passo avanti non accontentarsi di questa straordinaria apertura pastorale innanzitutto da parte della sua gente, chi sono io per giudicare? O io parlo prima dei miei peccati che di quelli degli altri. Non accontentarsi di questo, ma fare un passo avanti perché se la coscienza è centrale la centralità della coscienza comporta un incontro anche sul terreno delle soluzioni legislative, del diritto. Non può essere un colloquio fra sordi, ha scavalcato Filomena auspicando che questo dialogo avvenga tra una chiesa che accolga, è un auspicio che dobbiamo avere e anche una chiarezza politica che dobbiamo avere nei confronti di un interlocutore così importante che come ha sottolineato Filomena ha parlato in termini fino a oggi inaspettati e non prevedibili, di aborto, delle grandi questioni che abbiamo sempre trattato e continuiamo a trattare. Il secondo punto che volevo trattare è quello di una componente che per me è la componente più sensibile, più importante del lascito che con questa associazione Luca Coscioni ci ha affidato, lascito di impegno politico che Luca ci ha affidato. Perché certo lui ha creato una associazione in cui convivono opinioni laiche per quello che riusciamo a promuovere in questo paese così attento solo agli equilibri di potere e così attento solo alle suggestioni di tutti i clericali, non soltanto di quelli della chiesa. Ha messo insieme questa opinione laica che dobbiamo promuovere nella misura in cui riusciamo a farlo, ha messo insieme qualcosa di più, di diverso, ha spinto a uscire fuori dai loro laboratori una serie di scienziati che hanno raggiunto questa associazione e che sono impegnati in essa. Ma soprattutto c’è la terza componente, con il suo esempio Luca immobilizzato da sla, fondando questa associazione, occupando e servendosi e divenendo leader a suo modo del partito radicale ha dato un esempio straordinario a tutti i malati con la sua vita, con il suo corpo ha detto loro che non bisogna rassegnarsi alla malattia e alla disabilità, ma malati e disabili bisogna rimpossessarsi della propria vita e diventarne protagonisti. Io credo che questo sia la vera originalità, la grande peculiarità, la straordinaria ricchezza, il grande patrimonio di questa associazione che nessun altro ha. Gli interventi che ho sentito qui in questo congresso come quelli dell’altro, l’intervento di Max sulla sessualità dei disabili e dei loro diritti, l’intervento di Anita sulla qualità della vita di malattie che non sono malattie terminali. La qualità della vita non dipende da soluzioni miracolistiche ma dall’amore, dai propri familiari e dalla volontà dei malati. Le straordinarie cose che riesce a fare Marco Gentili da quel posto che ha conquistato a Tarquinia di consigliere comunale e tanti altri. I due che ci hanno parlato adesso, Donatella che non si rassegna ma apre senza attendere sindacati e corporazioni la vertenza con la asl per avere il diritto all’assistenza domiciliare, che abbatte i costi dello stato ovunque c’è una famiglia che assiste il proprio malato. Ogni volta che la gente casca in una malattia, i giorni di ricovero quanto costano rispetto all’assistenza domiciliare? O Nardi che dice in quelle condizioni ho fondato una associazione di famiglie distrutte dalla malattia, distrutte dagli incidenti stradali, dalla paralisi, io non ho partecipato perché ho voluto sentire qui il dibattito sulla ricerca scientifica alla commissione sulla disabilità e me ne dispiaccio perché l’anno scorso partecipai. Credo che ci sia un terreno tuttora aperto. Parlando degli interventi che ho sentito qui sul nomenclatore sugli strumenti che devono essere assicurati, si parla sempre di tagli lineari e di spending review. Non ci rimborsate l’aspirina, ma quando finiamo sotto una macchina paralizzati o quando ci tagliano una gamba non dobbiamo avere arti di legno risalenti a 30 anni fa, dobbiamo avere il meglio delle tecnologie che ci sono adesso, che sono oggi sul mercato, scusate in questo caso brutta parola. Perché credo che è vero che ci sono lobby interessate, che c’è un forte impoverimento dello stato che colpisce alla cieca, perché colpire a ragion veduta significa toccare interessi, toccare clientele e quindi non si riesce a mare a fare, esistono queste componenti, però credo che una componente importante sia anche, e qui il ruolo della associazione che deve farsi valere, nell’atteggiamento corporativo e meramente assistenziale delle associazioni nazionali degli invalidi e dei disabili che si accontentano di gestire in maniera tradizionale e solo assistenziale quelli che sono invece i diritti di cittadini che hanno pienezza di diritto di cittadinanza. Allora credo che non dobbiamo avere paura di prendere la leadership riuscendo a comunicare nel miglior modo possibile con i malati e con i disabili anche nei confronti di questa associazione, dobbiamo sfidarle a risolvere questi problemi, a risolverli insieme se ci staranno o a pagare il prezzo della loro inettitudine. Infine un terzo punto personale, molto personale, ma non solo . Io ho ascoltato con molta attenzione il dibattito  e l’intervento di Corbellini sulla sperimentazione animale. Devo dire che sono portatore sano di una contraddizione, sono contemporaneamente membro e militante della associazione Luca Coscioni e sono un animalista convinto al punto di avere scelto negli ultimi anni della mia vita di diventare vegetariano. Ho maturato la convinzione etica che non sia giustificato il sacrificio, non dico il sacrificio ultimo ma l’allevamento di animali a favore della salute o della alimentazione umana, mio problema personale e mia contraddizione personale, non fosse che questa contraddizione in qualche modo attraversa anche l’associazione Luca Coscioni. Per due congressi noi abbiamo approvato due mozioni in cui si dice che l’associazione favorisce o l’associazione intende promuovere forme alternative di sperimentazioni alternative alla sperimentazione animale.

Io sulla questione della direttiva comunitaria sono allineato con l’associazione, quello che hanno detto gli scienziati, condanno, non sono un fondamentalista, condanno con decisione i fondamentalisti, non soltanto quelli violenti anche i fanatici dell’animalismo perché penso che le maturazioni individuali o le scelte etiche individuali non possono essere d’emblee estese a una intera comunità o società, i processi sono lenti a maturare, storicamente sappiamo che è così. Però sono rimasto un po’ interdetto quando ho sentito Garattini dirmi stamattina che non potremo mai rinunciare alla sperimentazione animale, che sarà sempre e comunque necessaria. Non lo so, se è così mi si dica, poi la contraddizione me la risolverò per conto mio, se è solo una mia contraddizione individuale, ma non credo che con la ricerca sulle cellule staminali si debba essere condannati a questa forma di sperimentazione sugli animali barbarica, che dico tuttora necessaria e che non metto in discussione. Metto in discussione se sia possibile prevedere un obiettivo politico di alternativa alla sperimentazione animale, dei tempi che possono essere quelli di 10 anni o di una generazione, se la ricerca non possa anch’essa , come noi negli ultimi 2 congressi abbiamo sostenuto, non possa fare dei passi anche nel miglioramento dei propri strumenti. Quindi come vedete , lo dico con molta pacatezza, non siete di fronte a un fondamentalista, non siete di fronte a un intollerante, siete di fronte a una persona che crede nel dialogo ma questo problema deve essere in qualche misura sciolto perché io credo che mentre condanno fondamentalisti e fanatici, se a questo problema non tentiamo di dare una risposta che sia diversa da quella di Garattini siamo condannati vita natural durante alla sperimentazione animale. Credo che il mutamento e la sensibilità porti a scontri anche maggiori nel futuro e credo comunque che non sia rispetto a queste sensibilità e questi problemi quella l’unica risposta possibile. Lo dico con molta pacatezza ma sarebbe strano che dopo aver sostenuto queste cose ragionevolmente nei congressi passati, premetto che in nessuna delle due mozioni c’è la firma mia, anzi la prima volta mi avvicinai a quelli che l’avevano proposta per dire se la ritenevano opportuna o andare nella direzione della ricerca scientifica che andava per le sue cose. Però visto il problema che la rilevanza che si è data a questo aspetto facendo di tutta un’erba un fascio, ogm, stamina e quant’altro e senza nessuna apertura sulla sperimentazione animale devo dire che un chiarimento sia necessario, poi ciascuno sulle proprie vivrà in maniera autonoma le proprie contraddizioni e le risolverà come crederà.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.