Io per chi non mi conosce sono un medico. Quindi i medici per definizione lo sappiamo tutti, si occupano di curare malattie, diagnosticarle. Siccome mi occupo di fecondazione assistita, quindi di medicazione della riproduzione per molti in questo paese, non faccio il medico, ma faccio qualcosa che può essere evitata. Ma la sterilità da molti non viene considerata, da molti non solo tra i cittadini, ma molti in politica. Non viene considerata una patologia, non viene considerato un disagio, ma semplicemente un capriccio, qualcuno che non si vuole rassegnare alla propria condizione.
Adesso lo sappiamo, abbiamo lottato tanto. Per noi medici è stato anche difficile lottare, perché ovviamente siamo considerati in conflitto d’interesse, quindi siamo sempre in qualche modo messi sotto il riflettore di chi in qualche modo cerca di preservare una propria posizione. La sentenza del tribunale di Roma dell’altro giorno è una sentenza molto importante, perché in realtà dice che il non poter far figli è un qualcosa che viene considerato, deve essere considerata una patologia, quindi un qualcosa per cui la società deve contribuire a risolvere il problema.
E risolvere il problema spesso e volentieri lo si deve fare con la fecondazione assistita, cioè fare un by pass. Chi è medico sa benissimo che i by pass, che non esistono terapie che sono per sempre. Quando diamo l’insulina a un diabetico non gli diamo una medicina che dopo una settimana lo porta a non avere più il diabete, ma dobbiamo in qualche modo surrogare un problema.
Quindi l’importanza della sentenza è un’importanza, come dicevo, storica, dal punto di vista politico ovviamente perché si è riusciti a fare qualcosa che abbiamo cercato di combattere per molto tempo, ma non ci si è arrivati con la forza della scienza, ma con la forza del movimento, della capacità di persone di occuparsi di questo e quindi di contrastare. Io sono stato più volte portato in tribunale dai miei pazienti perché non potevo curarli. Ho avuto più volte pazienti che mi hanno chiesto di fare diagnosi genetica preimpianto perché portatori di patologie gravi come la fibrosi cistica o anemia mediterranea. Poi è arrivato un periodo in cui nessuno veniva più in studio dicendo che era fertile, cioè che in realtà chiedeva per non doversi sottoporre ulteriormente ad aborti. Si era sparso sul web, su internet la voce che per poter fare questa cosa bastava andare dal medico e dire non si riusciva a fare figli. Quindi è evidente che nell’ipocrisia del nostro parlamento, si’ del nostro parlamento ma del nostro paese, ovviamente il dire la bugia poteva aiutare a risolvere il problema. In realtà quelle coppie considerate fertili, cioè coppie che possono avere una gravidanza spontaneamente c’è un divieto di accesso alle metodiche di fecondazione assistita come se la società dovesse proteggere noi cittadini dalla voglia di andare a fare una fecondazione assistita se possiamo fare figli spontaneamente e non pensare che andare a fare una fecondazione assistita quindi il disagio di andare dal medico sia in qualche modo fattibile solo per una necessità, come dicevo, per un disagio. Quindi Filomena, siete stati molto bravi, abbiamo ottenuto un risultato che di fatto consente oggi a chi lo vuole, perché poi non è detto, questo non rende obbligatorio per chiunque sia portatore di una patologia di dover per forza accedere alla fecondazione assistita, accedere a una diagnosi genetica. E’ rispettato che ovviamente rimane rispettabilissima l’opinione di potere in qualche modo fare un figlio spontaneamente e di seguirne poi le conseguenze se ci sono conseguenze. Quindi è solamente un qualcosa che serve a chi in realtà invece non può, non riesce, non è in grado di sostenere questo tipo di problematica di doverla affrontare e per tutte quelle donne che si sono trovate loro malgrado a dover decidere di abortire e chiunque pensa che una donna che decide di abortire sia in qualche modo per lei un nonnulla forse farebbe bene ad ascoltarle queste donne. Direi che questo qui è un grande successo. Dobbiamo però continuare a stare attenti perché ci sono altre situazioni che vanno tenute sotto controllo.
Sempre sul fatto che sia un tentativo di limitare l’accesso alle fecondazioni assistite, non solo ragionando per quello che riguarda il servizio sanitario nazionale quindi limitando per problematiche di fondi. D’altronde se uno stato non ha fondi per curare determinate patologie immagino che debba dire ai propri cittadini non ce la faccio a fare troppe fecondazioni assistite. In realtà il tentativo è quello di cercare di dire che siccome dopo due o tre tentativi non ha più senso fare altri tentativi, in realtà è una menzogna scientifica. La biologia e la clinica non consentono i risultati nel mondo non è solo esperienza nostra italiana, ma i risultati nel mondo dicono che ahime’ chi non riesce al primo, secondo o terzo tentativo può sperare di avere ancora una gravidanza fino almeno al doppio dei tentativi. Quindi questo è un altro di quei punti che vanno tenuti sotto controllo. L’ultima cosa. Secondo me andrebbe e dovrebbe essere secondo me anche questa una lotta d’opinione molto importante, riportato il ruolo del medico a quello che il medico può e deve fare, cioè prescrivere esami che gli consentano di aiutare il paziente per fare, trovare una diagnosi, quindi diagnosticare la problematica e trovarla. Non quello che oggi è il concetto di esame, questo è il motivo per cui spendiamo tantissimi soldi per esami che non sono utili a nessuno, questo perché il paziente si sente trattato bene se fa molte indagini e il medico è bravo se fa fare molte indagini. Questo è un falso. I medici si sono dovuti abituare a questo. Noi sappiamo in biologia non esiste il 100% ne’ il mille per mille in niente. Quindi per difendersi anche dall’uno su mille: ah, potevi fargli fare quell’esame. Quindi spendiamo moltissimi soldi che potrebbero essere usati per ottenere nuovi bambini, gravidanze e probabilmente utilizzare anche per fare ricerca. Noi abbiamo necessità di fare ricerca, di ripartire per poter ricercare. Abbiamo embrioni che sono lì stipati in attesa. Ero in attesa di fare un viaggio a Milano, era già stata comprata la casa e tutto. All’improvviso ci si è accorti che una volta allestita la casa, messo tutto l’arredamento, comprato attrezzature per centinaia di migliaia di euro ci è resi conto che per motivi di privacy non si possono portare. Quindi sono ancora a carico dei centri, pubblici o privati non interessa un granché, li’ fermi senza aver nessun futuro. Quindi questa è una delle altre situazioni che va in qualche modo, su cui bisogna ragionare, gestire, lottare perché anche questo penso che sia un qualcosa che va a colpire la coscienza di tutti. Io vi ringrazio.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.