Il Ministro Balduzzi si occupa di Ogm sulla base di un rapporto lacunoso e smentito

Maria Antonietta Farina Coscioni

Le vie della demagogia sono davvero infinite. Il ministro della Salute (che per l’occasione indossa anche gli abiti di ministro dell’Ambiente e dell’Agricoltura), pur se in carica per il disbrigo degli affari correnti in quanto parte di un esecutivo dimissionario, assume iniziative anti-scientifiche caratterizzate appunto da demagogia e scarsa conoscenza dei fatti.

Il ministro Balduzzi, infatti, si è rivolto alla DG Health Consumers (SANCO), Commissione Europea, per rappresentare la necessità di effettuare una nuova valutazione completa del mais geneticamente modificato MON810 “alla luce delle nuove linee guida sulla valutazione del rischio ambientale” costituito da tali piante geneticamente modificate.

La richiesta si fonda su un rapporto del febbraio 2012 inviato dalle autorità francesi alla Sanco, ma non si tiene conto che successivamente l’Alto Consiglio per le Biotecnologie francese ha espresso tutto il suo disappunto per tale iniziativa, perché il dossier appariva incompleto e di parte, e trascurava le tante informazioni che escludono un impatto negativo del prodotto in questione sull’agro-ecosistema.

A che titolo il ministro della Salute prende un’iniziativa del genere, e dopo quali verifiche? Un’iniziativa, ripetiamo, demagogica e antiscientifica; assunta per compiacere chi? Il ministro si è già distinto con il decreto sul metodo Stamina, che autorizza l’utilizzo di un “qualcosa” prodotto in laboratori non qualificati, con cellule staminali non identificabili, e che fa inorridire la comunità scientifica. Né va dimenticata la responsabilità per la distruzione del campo sperimentale dell’università della Tuscia: un’eccellenza irresponsabilmente e irrimediabilmente distrutta. La domanda, a questo punto è: ministro della Salute, o piuttosto ministro della distruzione sistematica e programmatica del progresso e della ricerca scientifica?      

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.