Proprio bello questo “fascio” lucano! A volte, poche righe, pubblicate in cronaca, raccontano più di qualche migliaio di pagine di analisi socio-antropologica.
E l’articolo pubblicato oggi sulle pagine del Quotidiano, è un autentico affresco: racconta tanto di questa nostra terra. Todisco ha incontrato politici, autorità civili e militari e amministratori locali. E l’intento è quello di rendere l’evento un appuntamento periodico tra autorità religiose e istituzionali. A-U-T-O-R-I-T-A’, questa parola assume un sapore strano, ed evoca altre pagine di storia, magari quelle dell’Italia concordataria, dell’Italia dei Patti Lateranensi. E le preoccupazioni di Monsignore sullo sviluppo economico, che inciderebbe su divorzi e separazioni, ci restituiscono intatta l’eco del Sillabo e le preoccupazioni di Pio IX per il diffondersi dell’istruzione. Un altro tavolo di “concertazione”, dopo quello aperto un anno e mezzo fa dalla Giunta regionale. E mentre il governo si riunisce nella vanvitelliana e borbonica reggia di Caserta, in Basilicata va in onda l’ennesimo conclave con partecipazione di A-U-T-O-R-I-T-A’ religiose, civili e militari. E mentre il Paese e il Parlamento discutono di “Dico”, il nostro assessore alla sanità sottopone le leggi al vaglio della censura pontificia.
Siatene certi, a Melfi erano presenti tutti, o quasi, senza distinzione di “colore”. Tutti lì ad omaggiare sua Eminenza, magari a fare atto di contrizione.
E poi la marcia/fiaccolata antiradicale di sabato 4 febbraio. E la richiesta di un TSO(trattamento sanitario obbligatorio) per il sottoscritto, proveniente dalle pagine di un giornale lucano.
E il silenzio eterno e di comodo in “patria”, della deputata Lombardi da Rivello(PZ), a cui fa seguito l’incredibile “marketta” rappresentata dalla interpellanza urgente discussa alla Camera giovedì 8 febbraio. Interpellanza in cui si è convenientemente provveduto ad una certosina opera di rimozione e falsificazione della nostra esistenza e della nostra lotta sul “caso San Carlo”.
Ci sono gli zuavi pontifici, ma ci sono anche gli zuavi di questo bel regime lucano, che attraverso la bocca di autorevoli esponenti diessini e sdini parla dei “radicali alla Bolognetti”, da, è sottinteso, eliminare…bisogna pur fare un po’ di pulizia.
Siamo alle solite: occorre adesso trovare l’interlocutore di regime, adeguatamente addomesticato.
Divago come sempre.
Dicevamo di Melfi, e mi chiedo se in quella città sia rimasta una qualche traccia del confino di Colorni, delle sue idee, di quel rifiuto opposto alla richiesta di esporre alla finestra della sua casa il gagliardetto fascista.
“Per i potentini le unioni di fatto rappresentano ‘una malattia’”, così titolava ieri il Quotidiano della Basilicata, e il sottotitolo recitava “Una battaglia di inciviltà”.
Ma se le Unioni di fatto sono una malattia, quale sarà la cura? Meglio non chiederlo, qualcuno potrebbe risponderci.
Naturalmente lo stesso pezzo conteneva l’intervento/monito del Presidente della Cei, Agostino Superbo.
A questo punto vi chiederete: ma qualcuno a reagito? No, erano tutti impegnati ad omaggiare Todisco e la Cei, ad abbassare i toni, a limare i profili, a presentare il libro del giornalista Rai su Padre Pio.
Notizie clericali, le solite. E non parliamo, per favore, di Chiesa. Perché, come afferma Marco Pannella, la Chiesa, intesa come comunione dei credenti e dei fedeli, è stata occupata dai signori vaticani.
Un’ultima cosa: non so se Potenza sia un corpo estraneo rispetto al resto d’Italia, ma i sondaggi raccontano un’altra Italia. L’Italia che sul “Caso Welby” si è schierata con i blasfemi radicali, e non con Suo otto per mille Ruini e con Torquemada Ratzinger.
Lor signori possono continuare ad usare il manganello e l’aspersorio, ma sono certo che prima o poi una risata liberatoria li travolgerà, nonostante tutto,, e nonostante l’occupazione sistematica, sicuramente in questa regione, di tutti i luoghi di potere.
Ancora una volta questa sera diremo no alla deriva Etica e confessionale delle nostre istituzioni. Sì ad una Italia con più diritti e libertà, ad iniziare dalla libertà di ricerca.
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Il Fascio Lucano
Da il Quotidiano della Basilicata
Melfi/Il Vescovo Todisco incontra i fedeli. Presenti le autorità civili e militari
“Troppi divorzi, ma c’è un rimedio”
Di Vittorio Laviano
Melfi – Nel giorno di Sant’Alessandro, patrono della città di Melfi, il vescovo della Diocesi Gianfranco Todisco ha incontrato politici, autorità, imprenditori e amministratori locali.
Il presule è intervenuto sugli aspetti che interessano il disagio della popolazione, delle famiglie e dei giovani. L’intento è quello di rendere questo evento un appuntamento periodico tra autorità religiose e istituzionali. Il dibattito si è svolto nella splendida cornice del salone degli Stemmi del palazzo vescovile, tra gli altri presenti il tenete colonnello Domenico Pagano, il presidente del Tribunale di Melfi Putaturo, il dirigente del commissariato di Melfi Paolo Amicarelli, il tenente dei carabinieri di Melfi Vincenzo Variale, i sindaci di Montemilone, Rapone, Lavello e Venosa, il consigliere regionale di Forza Italia Nicola Pagliuca.
…Si è poi soffermato sul problema delle tossicodipendenze: “Un fenomeno in forte espansione è quello relativo al consumo di cocaina, mentre in netto calo è l’uso di eroina.”…
…Infine i problemi della famiglia: “Nel nostro territorio ancora regge e rappresenta uno dei valori maggiormente apprezzati, ma non possiamo negare che soprattutto con l’arrivo del benessere economico ha subito un forte scossone. E’ aumentato purtroppo il numero di separazioni e divorzi.”…
Da Il Quotidiano della Basilicata, 10 Febbraio
La Chiesa e L’eutanasia
“Papi e Cardinali non vogliono morire”
Di Franco Ratti, sacerdote fondatore e presidente del Mo.Co.Va.
In merito all’assoluzione unanime di Mario Riccio da parte dell’Ordine dei medici di Cremona.
La dottrina cattolica contro l’eutanasia dimostra e conclama che papi e cardinali sino alla fine non vogliono tirare le cuoia.
Ho letto di certi handicappati americani: vogliono trasmettere ai figli le medesime menomazioni. Cosa questa divinamente cattolica.