Comunicato Associazione Coscioni
La Rai-Tv, a partire dai direttori dei suoi telegiornali, si è resa responsabile per l’ennesima volta dell’oscuramento totale dell’iniziativa politica dell’Associazione Coscioni, in perfetta continuità con il comportamento perpetrato nei confronti del movimento radicale in generale. Oggi, nonostante un importante convegno tenuto con la partecipazione di autorevoli scienziati e politici su una materia che solo poche settimane fa era in tutti i servizi d’apertura dei tg (“l’embrione chimera”), ha ritenuto non necessaria la presenza d’inviati e troupe al seguito. Denunceremo in tutte le sedi (anche in sede penale) il clamoroso comportamento volto ad attentare ai diritti civili e politici dei cittadini, e a oscurare l’iniziativa del movimento radicale.
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Oggi si è tenuta un’importante conferenza pubblica organizzata dall’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica e l’Intergruppo “Coscioni-Welby” (formato dai parlamentari italiani ed europei iscritti all’associazione).
Durante il convegno sono intervenuti autorevoli scienziati, membri del CNB e parlamentari. Fra questi Stephen Minger, lo scienziato britannico che ha spiegato come sia fuorviante e sbagliato (scientificamente) rappresentare il suo progetto di ricerca come volto alla produzione di “embrioni chimera”.
Nonostante la folta rappresentanza scientifica e parlamentare (intervenuti anche il Ministro Emma Bonino e il Presidente della Commissione Sanità Ignazio Marino), nessun telegiornale ha ritenuto di dover esser presente con un suo inviato e tantomeno con una sua troupe (fatta eccezione per un cameraman di La7).
L’informazione italiana, pubblica e privata, ha compiuto oggi l’ennesimo attentato ai diritti civili e politici degli italiani. Il 6 settembre scorso tutti i Tg nazionali hanno riportato con grande clamore la notizia che in Gran Bretagna fosse stata approvata la ricerca dello scienziato sugli embrioni “chimera”. Servizi che avevano il solo scopo di dare ampio spazio alle polemiche e allo sconcerto degli esponenti del Vaticano (come dimostrato da un video trasmesso durante il convegno che riassumeva tutti i servizi andati in onda sui Tg nazionali quel giorno dove lo scienziato – e insieme il politico – di riferimento era ovunque Monsignor Elio Sgreccia).
Possibile che, oggi, nessun giornalista abbia avuto interesse di porre agli scienziati una domanda su quanto appena un mese fa era stato al centro delle edizioni principali dei Tg? Ancora una volta, per meglio cancellare l’esistenza delle lotte e delle iniziative radicali, si nega all’opinione pubblica il diritto di conoscere per deliberare.
I direttori dei telegiornali italiani, sempre pronti a diffondere, senza contraddittorio, la propaganda vaticana sulle legislazioni relative ad aborto, eutanasia, ricerca scientifica, appaiono tutti associati nel realizzare l’attentato in corso contro gli italiani e il mondo radicale. Se conservassero un minimo di deontologia professionale non dubitiamo che avremmo molte dimissioni.
Da parte nostra, di fronte alla chiarezza delle norme e degli obblighi di legge, denunceremo in tutte le sedi la fellonia che li unisce al consiglio di amministrazione della Rai e al direttore generale Cappon.