
Dichiarazione di Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni
Oggi la Corte Costituzionale tornerà a riunirsi in Camera di consiglio. Sarà finalmente pronta ad emettere la decisione sulla legittimità dell’esclusione delle persone fertili portatrici di malattie geneticamente trasmissibili dalla fecondazione assistita, come previsto dalla legge 40 del 2004?
Fino ad ora tutti trincerati dietro silenzi imbarazzati. Paura di qualcosa?
Le polemiche dopo la sentenza sulle pensioni rischiano di condizionare negativamente su una questione di natura totalmente diversa. Nel caso della legge 40, siamo di fronte a una palese discriminazione riconosciuta come tale anche dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, e priva di conseguenze economiche.
Come ricordato dal Presidente emerito Giuseppe Tesauro in occasione dell’incontro da noi promosso alla vigilia dell’udienza della Corte, sottolineando l’incongruenza tra legittimità dell’aborto e illegittimità dell’accesso all’analisi genetica pre-impianto: “non c’è né spending review, né pareggio di bilancio da rispettare” -disse Tesauro – ma “un diritto che più nobile non c’è”.
Oppure il contesto è condizionato dalle barricate ideologiche clericali – mai del tutto smantellate?
Tra i giudici c’è Marta Cartabia, apertamente schierata contro il referendum di abrogazione della legge 40 di dieci anni fa.
Ci auguriamo che i Giudici della Consulta sappiano resistere a ogni condizionamento ed affermare diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione e dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Ma, dopo un mese di attesa, non siamo tranquilli. Non sono tranquille le migliaia di coppie che hanno aspettato già tanto per tentare una gravidanza e ora sono lì a sperare che dei 12 giudici capiscano che loro pretendono solo di veder rispettato un diritto.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.