E`NATA A MILANO LA CELLULA COSCIONI

redazione

È stata presentata oggi a Milano, nel corso di una conferenza stampa cui ha partecipato anche Marco Cappato, la Cellula Coscioni di Milano, impegnata a diffondere le istanze della Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica e a difendere la scienza e i malati dagli attacchi delle forze conservatrici, oscurantiste e clericali. 

Il nucleo della Cellula è composto da venti persone, diverse per professione, generazione e storia individuale, ma accomunate dalla convinzione che in Italia la difesa della libertà di ricerca scientifica e dei diritti dell’individuo sia una priorità. Il presupposto fondamentale affinché questa difesa possa essere attuata risiede indiscutibilmente nella laicità dello Stato. 

“Milano è il centro della ricerca italiana – ha affermato Giulio Cossu, direttore dell’Istituto di ricerca sulle cellule staminali Dibit presso l’ospedale San Raffaele di Milano, Consigliere generale dell’associazione Coscioni nonché presidente della Cellula Coscioni di Milano – qui ci sono laboratori d’avanguardia come l’IEO, l’IFOM, il San Raffaele, l’Humanitas. È proprio da qui che deve ripartire un dibattito vero sulla scienza, non la sterile polemica che accusa chi fa ricerca sulle cellule staminali embrionali di non rispettare la vita umana”. 

La Cellula Coscioni di Milano vuole portare con sé il dna di Luca Coscioni e di Piergiorgio Welby: sempre dalla parte di chi soffre, di chi lotta, di chi ha fiducia nella libertà.  

“Coscioni e Welby hanno messo il loro destino biologico al servizio del nostro Paese, affinché crescesse – ha affermato Giuseppe Testa, direttore del Laboratorio di Epigenetica delle cellule staminali dell’IEO e membro del comitato etico della Societa’ internazionale per la ricerca sulle cellule staminali – La libertà di ricerca è fondamentale: i temi della biotecnologia saranno i temi del prossimo secolo, quindi ci vuole una classe politica preparata dal punto di vista scientifico e in grado di rimanere al passo con le altre democrazie occidentali”.

Testa è uno dei “cervelli italiani emigrati e poi tornati”: dopo un periodo di ricerca all’estero, ha scelto di tornare a lavorare in Italia. Ritiene che l’Europa sia “un grande laboratorio per regolare la pratica della ricerca”, e che l’Italia debba stare attenta a non diventare un Paese “di serie B”, dove alcune scelte sono precluse ai cittadini. 

Vicepresidente della Cellula Coscioni di Milano è Yasmin Ravaglia, collaboratrice dell’Antri e consulente legale del Centro Servizi Volontariato per la tutela delle categorie protette, che ha dichiarato: “Welby è un eroe dei nostri tempi. Quegli ottanta giorni in cui è rimasto in vita lottando per poter morire sono stati un uragano per il nostro Paese. Ha sollevato temi tabù, inducendo i cittadini a riflettere con la propria testa”. Affetta da osteogenesis imperfecta, Ravaglia ha aggiunto: “Voglio impegnarmi affinché i ricercatori italiani non debbano trasferirsi all’estero per poter lavorare. È nel nostro Paese che dobbiamo cercare ogni giorno nuove cure per tutte quelle malattie invalidanti, o quei traumi midollari postraumatici, che possono colpire chiunque”. 

Il tema della legge 194, della Ru486 e della libertà di scelta terapeutica è stato toccato da Marco Marzi, ginecologo e responsabile del day hospital ostetrico-ginecologico presso l’ospedale Bassini di Cinisello Balsamo: “La criminalizzazione dell’aborto farmacologico è una provocazione: ricordo che la Regione Lombardia ha organizzato un convegno al quale è intervenuto Formigoni in persona per stigmatizzare questo tipo di iniziative. Chiaro esempio di negazione della libera scelta delle donne rispetto a quale trattamento medico subire per interrompere la gravidanza: se quello chirurgico o quello farmacologico. Si può paragonare  – ha aggiunto – l’impossibilità della donna di scegliere la Ru486 all’impossibilità di Piergiorgio Welby di scegliere se far spegnere il suo respiratore”. 

Per quanto riguarda la tematica della fecondazione assistita, Rossella Bartolucci presidente di Sos Infertilità Onlus ha ricordato “i pregiudizi sociali che, incredibilmente, ancora in Italia circondano l’infertilità e la fecondazione assistita: l’adesione di Sos Infertilità alla Cellula Coscioni di Milano è volta a dare maggior voce ai pazienti che rappresentiamo, perché la loro voce sarà unita a quella di altri pazienti i cui diritti sono ignorati, di ricercatori frustrati dalle nostre leggi restrittive, di medici che non possono agire in scienza e coscienza perché in questo paese ci sono leggi, come la legge 40 sulla pma, che non glielo permettono”. 

Laura Gribaldo, responsabile del laboratorio di Immunotossicologia del Centro europeo per la convalida dei metodi alternativi alla sperimentazione animale presso il Joint Research Centre della Commissione Europea, ha ribadito l’importanza fondamentale della ricerca sulle cellule staminali embrionali: “per valutare gli effetti di un farmaco o di una sostanza chimica su un embrione, per esempio nel caso di assunzione da parte di una donna incinta”. E ha spiegato: “In passato molti disastri sono stati causati dalla sperimentazione su animali: gli animali rispondono spesso in maniera diversa rispetto all’uomo, per questo è importante poter utilizzare in laboratorio le cellule staminali”. Gribaldo ha infine ricordato quanto la Cellula abbia come obiettivo primario quello di lavorare per il ripristino della laicità: “Le gerarchie ecclesiastiche non possono prendere decisioni su temi riguardanti la vita di ciascun individuo”.  

“L’associazione Luca Coscioni ha lanciato l’idea delle Cellule qualche mese fa – ha infine dichiarato Marco Cappato, europarlamentare radicale e segretario dell’associazione, intervenendo per chiudere la conferenza stampa – Siamo soddisfatti che una delle prime città a rispondere all’appello sia stata Milano: auguriamo ai membri di questa Cellula di poter agire con efficacia per affrontare le tante tematiche che stanno a cuore ai veri laici. È necessario riformare quelle leggi che impediscono alcune tecniche di ricerca scientifica e di medicina, come la fecondazione assistita o l’aborto farmacologico tramite Ru486”. 

La Cellula di Milano ha già contribuito all’organizzazione di un’iniziativa all’Università statale di Milano, nell’ambito del convegno “Parliamo di laicità: quali limiti alla ricerca scientifica in uno Stato laico”. Al convegno, che ha avuto luogo giovedì 3 maggio, hanno partecipato Giulio Cossu e un altro autorevole rappresentante della Cellula, il filosofo della scienza Stefano Moriggi. 

La prossima iniziativa sarà una serata dedicata alla Legge 40, perché tra poche settimane il Ministero della Salute dovrà pubblicarne le nuove linee guida. Per la serata è stata scelta una data simbolica: il 12 giugno, secondo anniversario del referendum sulla fecondazione assistita e ricerca scientifica. Una battuta d’arresto dalla quale la Cellula vuole ripartire, per riaprire il dibattito e rilanciare la lotta. 

Nel frattempo, la Cellula rilancia la raccolta di fondi per sostenere le spese processuali di Mario Riccio, il medico che nel dicembre dell’anno scorso aiutò Piergiorgio Welby nella sua scelta di libertà, interrompendo le cure mediche che non intendeva proseguire.  
Il contributo potrà essere versato sul c/c postale n. 41025677 intestato “Associazione Luca Coscioni", via di Torre Argentina 76, 00186 Roma, con la causale “Fondo per le spese processuali sul caso Welby”.
 

La Cellula Coscioni di Milano ha anche un indirizzo e-mail: cellulacoscionimilano@gmail.com 
 
 

Milano, giovedì 8 maggio 2007 
 
 
 

Per ulteriori informazioni:  

335 8256736 Valerio Federico 

(Consigliere generale dell’associazione Coscioni, segretario dell’associazione “Enzo Tortora” Radicali Milano, membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani, coordinatore della Cellula Coscioni di Milano).