“Leggo in questi giorni che ci sarebbero migliaia di colleghi medici pronti all’obiezione di coscienza qualora venisse promulgata – come speriamo- una legge sul suicidio assistito/eutanasia”
Inizia così la nota del Dott. Mario Riccio, medico di Piergiorgio Welby e dirigente dell’Associazione Luca Coscioni, che continua:
“Credo sia legittimo e personalmente sostengo l’obiezione di coscienza anche in questo caso, considerando che anche in Svizzera l’intervento del medico è per la sola prescrizione. Ritengo però scorretto che tali colleghi e relative associazioni – come i medici cattolici – si arroghino il diritto di parlare a nome di tutta la classe medica. Ne rappresentano una parte, numericamente ridotta. Stiano sereni, nessuno vuole imporre niente a nessuno. Ma ci sono molti medici, tra cui il sottoscritto, pronti a far valere la volontà del paziente.
E’ invece offensivo ed irrispettoso che il Presidente della FNOMCEO (Federazione Nazionale Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri) dott. Filippo Anelli assuma le stesse posizioni. Forse il Presidente Anelli dimentica che il suo ruolo è quello di rappresentare tutti gli iscritti e non solo la parte a cui lui evidentemente appartiene e di cui vuole sostenere le idee. Così facendo il collega Anelli abdica dal suo ruolo, utilizzando il suo ruolo nella FMNCEO per sostenere posizioni personali”
Lancia poi un appello “ai medici italiani che ritengono sia un dovere professionale quello di rispettare la volontà di paziente di manifestarsi. La prima occasione è il Congresso dell’Associazione Luca Coscioni, che si terrà a Bari dal 3 al 6 ottobre, dove decideremo le nuove iniziative e la costituzione di Comitati per una medicina laica e liberale”.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.