“Nel corposo elenco di 13 punti esposti da Daniele Capezzone come base costitutiva e programmatica del suo "network", mancano del tutto i temi che riguardano le questioni "sensibili" ed etiche sulle quali il confronto nel paese è tra i più qualificanti, dirompenti e decisivi per la scelta tra "ammodernamento" di stampo liberale europeo e "conservazione", se non "reazione" romanocentrica.”
“La cosa stupisce, perché Capezzone sa benissimo quale sia la loro importanza nel definire la tematica del "caso Italia", per la quale si è battuto anche lui per anni contrastando le tendenze "economiciste" promosse, prima di lui, da altri radicali che poi hanno infruttuosamente abbandonato il movimento e la casa pannelliana. Questa resipiscenza non stupisce, peraltro, e anzi appare chiaro segno e sintomo di un tentativo di "rientro dolce" nella sfera della politica partitocratica, che dai temi sensibili, per timore di dispiacere al vaticano, rifugge ostentatamente.
“Su questo, la Associazione Coscioni farà sentire più compiutamente la sua voce e le sue osservazioni. Inoltre, è facile osservare l’assenza di ogni riferimento ai temi della giustizia, che sono stati e sono ancora, per i radicali, fondanti e determinanti, e persino un accenno ai temi di politica estera, se si eccettua la presenza, tra gli aderenti al network, di Michael Ledeen, uno dei leader neocons, tra i sostenitori e promotori del disastro militare americano in Iraq e ormai chiaramente in declino di influenza e di potere negli USA.”