La sentenza con la quale oggi il GUP di Roma dr.ssa Zaira Secchi ha pronunciato il non luogo a procedere nei confrotni del dr.Mario Riccio è una sentenza davvero molto importante. Il portato della decisone, già per quanto chiarito nel dispositivo, è sostanzialmente che il malato, capace di intendere e volere e debitamente informato, ha sempre il diritto di rifiutare qualsiasi terapia, anche salvavita; per il medico, correlativamente, dar seguito alla richiesta del malato è un dovere imposto da norme giuridiche, segnatamente e prioritariamente, dagli artt. 13 e 32, comma 2, Costituzione. E’ una semplice questione di diritto positivo che chiarisce che solo al malato compete la decisione, non ad altri, non a terzi, non ai medici, non ai famigliari, nè a preti o giudici; è il malato il sovrano dei propri interessi. E’ importante che questa sentenza sia divulgata e conosciuta, è importante che i malati sappiano e sappiano pretendere l’applicazione dei loro diritti e che i medici sappiano quali sono i contorni dei propri doveri, anche deontologici.
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