Dibattito radicale

Lettera aperta di Marco Cappato, Segretario dell’Associazione Coscioni e Deputato radicale, in risposta alla lettera-appello di Antonio Bacchi – gli interventi che sono seguiti su radicali.it

Caro Antonio,
ho ricevuto la tua lettera, sulla quale stai raccogliendo firme, rivolta a Marco Pannella e ai Dirigenti radicali "per una riflessione approfondita su come ri-organizzarci, su quali nuove regole siano necessarie per garantire un futuro e una crescita – anche territoriale – all’intera area che i radicali oggi rappresentano". Non so a quali altri "dirigenti radicali" sia stata inviata, in base a quale criterio, ma voglio ugualmente cercare di darti la mia risposta.

In particolare, riferendoti alla vicenda Capezzone, ci (ti?) chiedi se "siamo o non siamo quelli della doppia tessera", "delle associazioni che possono nascere senza bisogno di chiedere al centro se sono accettabili". La domanda un po’ stupisce. Non risulta infatti che, nel frattempo, siano state negate o stracciate doppie tessere, o "non accettate" associazioni. È invece accaduto che Rita Bernardini, in occasione del Comitato Nazionale di Radicali italiani di fine anno, abbia esplicitamente invitato Daniele Capezzone a costituire un’associazione di Radicali italiani per portare avanti gli obiettivi delle libertà economiche. Successivamente, essendo stata lasciata cadere da Capezzone questa possibilità ed essendo diventate più esplicite le sue accuse di "subalternità" ai radicali, fu Pannella a ricordare a Capezzone la possibilità-opportunità di costituire un soggetto autonomo che, pur in rottura con l’attuale politica dei soggetti radicali impegnati nella Rosa nel Pugno, avrebbe potuto comunque avvalersi delle regole esistenti (doppia tessera e possibilità di divenire "costituenti " del Partito radicale transnazionale) per operare anche (sottolineo: anche) nell’ambito della "galassia radicale". Anche questo invito è finora rimasto senza risposta. Anzi, semmai si è fatta circolare l’idea balzana che qualcuno mirasse ad impossibili epurazioni.

Caro Antonio, nella tua asciutta ed elegante lettera auspichi che "le diversità interne possano essere valorizzate". Essendo rivolta ai Dirigenti radicali, immagino che anche Capezzone darà una sua risposta. A meno di ridurre tutto a questioni di "comportamento di buona parte della dirigenza radicale", mi pare però che le proposte di Bernardini prima e di Pannella poi rappresentino un punto di partenza per un dialogo serio. L’Associazione della quale sono segretario, ad esempio, ha consentito e consente a decine di parlamentari, anche del centro-destra, ad impegnarsi sui temi dei diritti civili e delle libertà individuali. Consente anche, proprio come Radicali italiani, agli iscritti di costituire soggetti (le "cellule") di iniziativa tematica e territoriale. A meno di considerare anche queste lotte – quelle di Luca, di Piergiorgio Welby, di tanti medici e scienziati – "subalterne" a Prodi, e coloro che le conducono "caporali", mi pare possano essere valorizzate come patrimonio della galassia, organizzato con regole, iscritti, doppie tessere, sedi di discussione e decisione pubblica e democratica, organizzazione tematica e territoriale. Non potrebbe essere questa una soluzione per "Decidere.net", una volta dotatosi di regole? A me pare proprio di sì, visto anche il grande favore dato da molti di noi – Pannella incluso – ai punti di merito di quel "network", in gran parte coincidenti con obiettivi e lotte radicali del passato e del presente.

Mi pare che rinunciarci a priori sarebbe un modo – legittimo, va da sè – di considerare quella storia "che avete amato e amate" ormai da buttare. Magari con stile asciutto ed elegante.

Un saluto,
Marco Cappato

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Segue la lettera aperta di Antonio Bacchi
LETTERA APERTA A MARCO PANNELLA E A TUTTI I DIRIGENTI NAZIONALI RADICALI

Noi, dirigenti, iscritti, militanti, simpatizzanti radicali rivolgiamo questa lettera aperta a Marco Pannella e a tutti i dirigenti nazionali radicali.

Quella che vede contrapposta molta parte della dirigenza radicale a Daniele Capezzone è ormai questione che tracima dal piano politico, come dimostra quanto avvenuto in chiusura dei lavori dell’ultimo Comitato nazionale di Radicali Italiani.

Si possono criticare le scelte politiche ed anche i comportamenti da parlamentare di Daniele Capezzone, come di qualunque altro compagno, ma quella che stiamo vivendo si dimostra sempre più come una lotta interna di crescente violenza, colma di colpi bassi e senza regole, che ci sta portando ad esaurire in questa follia collettiva le nostre già poche energie.

Noi, firmatari di questa lettera, non ci riconosciamo nella mozione particolare dell’ultimo Comitato nazionale, per il contenuto ad personam delle sue premesse e per la modalità con la quale è stata condotta la votazione in quella fase finale dei lavori; così come, per gli stessi motivi, non ci riconosciamo in una parte del contenuto delle pagine a pagamento acquistate su Il Foglio e Il Riformista. Tutta questa vicenda è stata una brutta pagina, estranea alla storia e alla teoria politica radicale.

Noi, firmatari di questa lettera, auspichiamo che cessi questo attacco scomposto e controproducente nei confronti di Daniele Capezzone (come per il “prossimo Daniele Capezzone” che verrà) e si passi ad una fase dove tutte le diversità interne possano essere valorizzate o, almeno, considerate semplicemente come tali e non come un attacco alla vita del partito. Siamo o non siamo quelli della doppia tessera, quindi anche della possibilità di percorrere parallelamente storie politiche diverse? Siamo o non siamo il partito delle Associazioni che possono nascere senza bisogno di chiedere al centro se sono accettabili o utili i temi politici e le linee programmatiche che intendono perseguire?

Noi, firmatari di questa lettera, sentiamo l’esigenza di una riflessione approfondita su come ri-organizzarci, su quali nuove regole siano necessarie per garantire un futuro e una crescita – anche territoriale – all’intera area che i radicali oggi rappresentano.

Noi, firmatari di questa lettera vediamo il rischio della fine di una storia, che è anche la nostra storia personale, che abbiamo amato e amiamo e che soprattutto riteniamo ancora necessaria al paese, e che oggi vediamo messa in discussione dal comportamento di buona parte della dirigenza radicale.

Caro Marco, ricordi? “Fai quello che devi, accada quello che può”. Questa lettera che ti rivolgiamo è quello che riteniamo di dover fare. Ciò che potrà accadere dipenderà soprattutto da te ma anche dal comportamento di tutti coloro che hanno a cuore le sorti e la storia dei Radicali.

Con affetto.