Ddl intramoenia. Voto favorevole ma con riserve. Attenzioni alle commistioni pubblico-privato.

Intervento dell’on Donatella Poretti parlamentare radicale della Rosa nel Pugno, segretaria della Commissione Affari Sociali e membro della Giunta dell’Associazione Coscioni

La Rosa nel Pugno ha votato oggi a favore del ddl "Disposizioni urgenti in materia di attività libero-professionale intramuraria e altre norme in materia sanitaria" che prevede una proroga di 18 mesi per consentire alle strutture pubbliche che non si siano attrezzate, di offrire la possibilita’ ai medici di esercitare la loro libera professione in spazi messi a disposizione dal sistema sanitario nazionale.

Abbiamo votato a favore consci che oggi la proroga dei termini e’ l’unica opzione possibile a fronte del caos sanitario che scaturirebbe nel caso non venisse fatta.

E’ ben strano, infatti, il Paese in cui il privato si avvale del pubblico per poter operare e non viceversa secondo quanto consiglierebbe il condiviso -a parole- principio di sussidiarieta’. E ancora piu’ strano e’ che la sanita’ pubblica per poter vantare tra le sue fila professionisti di valore, invece di garantirgli remunerazioni dignitose, e’ costretta ad offrire la possibilita’ di esercitare la loro libera professione in locali pubblici.

Nulla di nuovo in un Paese in cui il privato e la libera iniziativa sono tali solo se in qualche modo sussidiate dal pubblico. E la sanita’ ne e’ esempio eclatante: quante cliniche e quanti laboratori privati esistono e sopravvivono grazie alle commesse dello Stato?

Il provvedimento in esame del resto mischia a tal punto le carte, da arrivare a stabilire che saranno le Asl ad affittare e ad acquistare i locali per l’esercizio della libera professione dei propri dipendenti; e per di piu’ faranno un servizio di segreteria: prenderanno le prenotazioni, stabiliranno un tariffario, riscuoteranno le parcelle e emetteranno anche fattura.

Nonostante tutto un dubbio deve avere assalito gli estensori della norma -in particolare il riferimento e’ ai senatori che ci hanno inviato il testo in zona Cesarini dalla scadenza dei termini-: l’istituzionalizzazione e la statalizzazione della libera professione non e’ che arrechera’ danno ad un servizio pubblico gia’ in cattive condizioni? Non accadra’ che il medico, per cui occorre aspettare mesi se non anni, per fare una visita nel pubblico sara’ reperibile nel giro di pochi giorni a pagamento? Verranno, quindi, predisposte disposizioni relative al monitoraggio dei tempi di attesa, alla prevenzione dei conflitti di interesse, alla riduzione dei tempi di erogazione delle prestazioni rese nell’ambito dell’attivita’ istituzionale. La presentazione di una relazione annuale al Parlamento da parte del Ministro della Salute, come prevista nel ddl, potra’ essere una sorta di libro da consultare per capire se la direzione intrapresa e’ quella giusta o meno.