Domani 4 ottobre una delegazione delle Associazioni Luca Coscioni e Libera Uscita, assisteranno alla Udienza presso la Corte di Cassazione che giudicherà sulle sorti di Eluana Englaro in stato vegetativo permanente da 18 anni, in solidarietà con la famiglia e per l’affermazione delle volontà ripetutamente espresse dalla stessa Eluana.
Libera Uscita e l’Associazione Luca Coscioni saranno presenti con una delegazione (tra cui anche Mina Welby) domani nell’aula della Cassazione dove si decide se può essere finalmente messa la parola fine all’accanimento dei medici che si rifiutano di sospendere l’alimentazione artificiale di Eluana Englaro, in stato vegetativo permanente da diciotto anni. La storia di Eluana, simile in parte a quella di Terri Schiavo, se ne differenzia perché nel caso dell’americana il marito era favorevole alla sospensione delle terapie e i genitori contrari, mentre nel caso di Eluana sia il padre che la madre sono concordi nell’insistere perché venga staccata la sonda che alimenta artificialmente la giovane. Inoltre esistono testimonianze dalle quali risulta che Eluana prima dell’incidente, parlando di un caso di coma irreversibile, aveva espresso la volontà di non essere tenuta in vita artificialmente qualora fosse venuta a trovarsi in circostanze analoghe.
L’augurio delle due associazioni è che ora la Cassazione possa dire finalmente una parola di buon senso oltre che di pietà, e che questo incredibile accanimento medico-giudiziario possa avere fine prima di essere iscritto nel Guinness dei primati.
Libera Uscita e l’Associazione Luca Coscioni si augurano anche che una sollecita approvazione da parte del parlamento della legge sul testamento biologico, previsto dalla Convenzione di Oviedo, possa riconoscere anche in Italia a tutti i cittadini il diritto di stabilire in anticipo quali trattamenti sanitari desiderano accettare e quali rifiutare, in ossequio alle norme sull’autodeterminazione del malato contenute nell’articolo 32 della Costituzione.
Roma, 3 ottobre 2007