Dichiarazione di Marco Cappato, giunto al terzo giorno di sciopero della fame in dialogo con il Ministro Turco contro l’illegalità del mancato rinnovo delle linee guida sulla fecondazione assistita
Dopo qualche giorno dall’operazione di lancio della cosiddetta "moratoria sull’aborto", Giuliano Ferrara ha agganciato alla questione delle interruzioni di gravidanza un altro punto molto caro al Vaticano, che continua a passare inosservato: l’obiettivo è quello di far votare l’ONU sulla vita "dal concepimento alla MORTE NATURALE". Su tale obiettivo testualmente ripreso è arrivato ora il sostegno del candidato Premier del Partito della libertà, Silvio Berlusconi, con il plauso e il sostegno della "democratica" Paola Binetti.
Se le parole hanno un senso, è il momento di dire chiaro – e magari di discutere, persino all’interno del Partito democratico e del Partito della libertà – che la "morte naturale" che Ferrara-Berlusconi-Binetti invocano è proprio quella morte da aguzzini, sotto indicibili sofferenze, che il Vaticano e i neofiti del clericalismo avrebbero voluto imporre a Piero Welby e Giovanni Nuvoli, e domani a tutti gli Welby e Nuvoli d’Italia e del mondo. Anche per armare l’alternativa liberale all’ideologia fanatica della "morte naturale" – che è in realtà una "tortura artificiale di Stato", imposta con un armamentario tecnologico e di ricatto punitivo – ci riuniremo con chi vorrà al Congresso dell’Associazione Coscioni, che si apre venerdì 15 febbraio a Salerno.