Appunti di appuntamenti: dall’Irpinia a Sorrento

Le giornate del 31 agosto e 1 settembre furono molto intense con i più svariati episodi esaltanti, sconcertanti, di sorpresa e, perché no, anche un momento di convivenza gioiosa e di relax.

L’argomento dell’incontro a Telese alla Festa dell’UDEUR è la bioetica, in particolare per quello che riguarda l’inizio della vita umana, la sua salute e la fine della vita. Gli interventi dei relatori esprimono un parere unilaterale sulla indisponibilità della vita per la sua sacralità. Anche un progetto di legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento è visto con sospetto per timore che in modo surrettizio con questa legge venga legalizzata l’eutanasia. Per quello che riguarda il rifiuto di un malato delle terapie mediche si mette in discussione la capacità del malato di poter decidere lucidamente in certe condizioni gravi in cui si potesse trovare, sia fisicamente che nel suo contesto sociale e familiare. Si ha la netta sensazione di un paternalismo medico molto pronunciato.

Naturalmente si accenna anche al caso dell’aborto selettivo errato di Milano, caso di ordinaria malasanità, a mio parere, strumentalizzato e bollato di eugenetica. Anche un bimbo affetto da malattia genetica o deforme ha la sua dignità di essere umano e può nella vita arrivare a soddisfazioni anche non indifferenti e importanti.

La Ru 486 non è nemmeno in discussione.

La revisione sia delle linee guida come della legge stessa per la PMA non è necessaria, in quanto è una legge che ha avuto l’approvazione degli Italiani con la loro astensione dal referendum.

In un mare di opinioni non discutibili puoi solo fare appello ai parlamentari presenti perché si adoperino a legiferare in coscienza, pensando anche a quei pochi che nelle loro situazioni di vita hanno bisogno di una legge che li tuteli.

Ad Avellino la Redazione di Otto Pagine, il giornale più letto ad Avellino, era quasi al completo per la presentazione del numero di settembre dell’Agenda Coscioni. Tutti i giornalisti hanno grande sensibilità sui problemi della società civile compresi i temi etici. Grandissimo interesse vi fu sul rapporto del prof. Crivellini sulla Sanità e il suo rapporto con la salute degli italiani. Vogliono chiarire inoltre degli aspetti della vicenda di Piero Welby, il mio rapporto con la sua richiesta e la mia opinione su una legge in materia di eutanasia e come potessi conciliare la mia fede con un mio personale sostegno dell’eutanasia. Cosa molto semplice da spiegare in quanto un buon cristiano deve essere aperto alle necessità dei suoi compagni di strada e favorire la legislazione anche sui temi così delicati.

L’incontro con un gruppo di studenti universitari e liceali della parrocchia di San Michele Arcangelo di Piano di Sorrento ha dimostrato un’altra volta, come a Melizzano, il profondo interesse dei giovani ai temi difficili e controversi. In una intervista hanno posto delle domande sulla vicenda di Piero Welby e vogliono pubblicare sul prossimo giornalino della parrocchia il risultato della intervista a Mina Welby.

La presentazione del libro "Vite sospese" di Adriana Pannitteri volgeva a far capire la decisione di Welby di rifiutare la ventilazione meccanica non per disprezzo della vita, bensì per accettare la morte opportuna. Il contrasto tra opinioni opposte espresse sul libro da persone intervistate deve servire per dare ancora più risalto quanto oggi sia necessaria una discussione sui temi di fine vita. Dalle domande del pubblico si intuiva l’interesse e quanto sia ancora sentito il contrasto nella Chiesa tra fedeli e gerarchia per l’incomprensione manifestata con la negazione del funerale religioso.

La serata in compagnia degli organizzatori e relatori dell’evento e una mattinata su una terrazza sul Golfo di Napoli di fronte al Vesuvio mi hanno tolto la stanchezza e riportato a pensare come continuare meglio in futuro.